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Alla ricerca delle Biblioteche…perdute?

Negli ultimi tempi la situazione delle nostre biblioteche si è fatta difficile, il loro valore viene spesso sottostimato. ma molto interessante è invece la posizione della Chiesa su questo bene.

G. Usellini"La biblioteca magica" (1960)

Negli ultimi tempi la nostra Regione si trova in una situazione molto difficile per quanto riguarda le Biblioteche pubbliche [la maiuscola non vuole essere un vezzo, ma un mezzo per riconsiderare anche attraverso le parole l’importanza dell’istituzione, ndr]: la gran parte di esse presentano un organico ridotto, difficoltà dal punto di vista gestionale e di programmazione; tant’è che l’AIB (Associazione Italiana delle Biblioteche) ha emesso un comunicato specifico sulla loro situazione.

Tutto ciò agli occhi della cittadinanza potrebbe essere percepito come un problema secondario, ma questo perché manca una vera conoscenza dell’impatto che una Biblioteca può avere nella vita concreta delle persone. E questo impatto è facile dimostrarlo, soprattutto nel periodo che stiamo vivendo. La pandemia infatti ci ha dimostrato che esistono ancora le classi sociali, ed è inutile negarlo: il capitalismo senza regole non ha fatto altro che acuire la distanza tra “chi può” e “chi non può”: tra quelli che possono permettersi, ad esempio, l’accesso alla Rete, e chi non può permetterselo, con tutte le conseguenze del caso.

Le Biblioteche, da questo punto di vista, sono veri e propri presídi della democrazia, perché permettono l’accesso indiscriminato alle informazioni e ai servizi utili alla cittadinanza, come appunto la connessione ad Internet. E questo è solo uno-e direi anche banale- degli innumerevoli fattori che incidono sulla vita concreta delle persone.

Pare che le istituzioni pubbliche chiamate a gestire questo immenso e prezioso patrimonio di spazi, risorse e persone, non riesca a trovare le forze per poter garantire servizi, come quelli bibliotecari, che stando ai fatti sono -come visto sommariamente sopra- sicuramente necessari. E così che ne parlano anche Antonella Agnoli e Christian Raimo: «[…] il tessuto culturale di un paese non solo comprende biblioteche e scuole, ma non si può nemmeno immaginare senza queste istituzioni

Ma la situazione è questa da tutte le parti? E la Chiesa, come si pone sulla questione delle Biblioteche?

I Beni Culturali in generale, e le Biblioteche in particolare sono da sempre stati trattati dalla Chiesa con cura e sollecitudine, ed è dimostrato anche solamente guardando al numero delle biblioteche pubbliche di proprietà ecclesiastica tutt’ora aperte e funzionanti sul nostro territorio: sono 18, in tutta la Regione. Andando più nello specifico, il Magistero vede nelle Biblioteche e nei patrimoni che vi sono conservati testimonianza del fermento del Vangelo: laddove il «discorso cristiano» è stato inserito nelle più diverse discipline (da diversi punti di vista e a diversi livelli), ha permesso una grande evoluzione del pensiero, si pensi alla filosofia, all’arte, alla letteratura. E allo stesso tempo il sapere proveniente da tutte le culture è testimonianza della grande opera dell’ Uomo.

Nella Chiesa la Biblioteca è definita come un «centro di cultura universale», così viene chiamata in un documento fondamentale, Le biblioteche ecclesiastiche nella missione della Chiesa (1994), che appunto come suggerisce l’aggettivo, non rimane chiusa in sé stessa, ma al contrario diviene una vera e propria piazza, aperta a tutti, “pensanti” e “non pensanti”, per riprendere una categorizzazione classica del cardinal Carlo Maria Martini.

La stessa cura e sollecitudine è riservata a coloro che svolgono il ministero del Bibliotecario: «esso non è solo un prestatore d’opera, bensì un animatore della cultura e, di riflesso, dell’evangelizzazione della Chiesa, quando egli opera per l’incremento del sapere della Comunità ecclesiale cui appartiene e per le ricerche di quanti necessitano di approfondire le proprie conoscenze. Anche la stessa formazione professionale sarà, per lui, un valido aiuto in questa sua missione di comunicare cultura e di accompagnare, nei limiti delle sue possibilità, i tentativi di quanti si accostano alla conoscenza profonda del pensiero cristiano». (cit. Le Biblioteche nella missione della Chiesa, 1994).

Tutto questa passione e attenzione nei confronti delle opere e delle capacità dell’Uomo è sovente messa in secondo piano dai media, ma efficacemente sottolineata anche dal filosofo Massimo Cacciari in una recente intervista («La Chiesa sposa l’illuminismo, ma sarà inascoltata»), si riallaccia però al più generale pensiero espresso efficacemente nella famosa lettera A Diogneto: «[…] La fede non solo conserva un senso, ma dà anche senso a chi, cercando l’uomo (quaerere hominem), di fatto cerca Dio (quaerere Deum)».”

E magari proprio cominciando con le Biblioteche si potrebbe sviluppare un dialogo in cui anziché anteporre rivendicazioni, si anteponga l’ascolto: prima competenza da recuperare in una società che voglia aspirare ad essere definita veramente democratica.

Fonti:

Comunicato AIB:

Documento della Pontificia commissione dei Bb.Cc.Ee. sulle Biblioteche: https://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_commissions/pcchc/documents/rc_com_pcchc_19940319_biblioteche-ecclesiastiche_it.html

Articolo di Antonella Agnoli e Christian Raimo: https://www.internazionale.it/opinione/christian-raimo/2021/01/16/investire-biblioteche-scuola-citta

Intervista a Massimo Cacciari: https://www.agi.it/cronaca/news/2020-10-05/papa-cacciari-chiesa-sposa-illuminismo-inascoltata-9852587/

About Luca Mazzocchetti (41 Articles)
Nato il 2 luglio del 1985. Studia Lettere moderne all'Università "G. D'Annunzio"di Chieti e poi Didattica dell'italiano come L2 e LS presso la Facoltà di Lingue e letterature straniere nella sede di Pescara della stessa Università. Ha frequentato la Scuola vaticana di biblioteconomia. Bibliotecario professionista. Docente di Metodologia presso l'ISSR "G. Toniolo" di Pescara e direttore della biblioteca "Carlo Maria Martini" dell'Arcidiocesi di Pescara - Penne.