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“Impariamo a sostare, a spegnere il telefono e a rigenerarci con Dio”

"Abbiamo bisogno di una “ecologia del cuore” - sottolinea il Papa -, che si compone di riposo, contemplazione e compassione. Approfittiamo del tempo estivo per questo!"

È l’invito affidato oggi ai fedeli presenti all’Angelus da Papa Francesco

Papa Francesco saluta i fedeli - Foto SIR/Marco Calvarese

Il riposo e la compassione. Sono questi i due aspetti principiali che Papa Francesco ha individuato nel Vangelo dell’odierna XVI domenica del tempo ordinario (Mc 6,30-34) e approfondito nell’Angelus, che ha tenuto stamani affacciandosi dalla finestra del Palazzo apostolico su piazza San Pietro. Il primo aspetto, dunque, è il riposo: «Agli Apostoli, che tornano dalle fatiche della missione e con entusiasmo si mettono a raccontare tutto quello che hanno fatto – afferma il Papa -, Gesù rivolge con tenerezza un invito: “Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’. Invita al riposo. Così facendo, Gesù ci dà un insegnamento prezioso. Anche se gioisce nel vedere i suoi discepoli felici per i prodigi della predicazione, non si dilunga in complimenti e domande, ma si preoccupa della loro stanchezza fisica e interiore. E perché fa questo? Perché li vuole mettere in guardia da un pericolo, che è sempre in agguato anche per noi. Il pericolo di lasciarsi prendere dalla frenesia del fare, cadere nella trappola dell’attivismo, dove la cosa più importante sono i risultati che otteniamo e il sentirci protagonisti assoluti».

Un’anomalia che, a detta del Pontefice, avviene anche nella Chiesa: «Siamo indaffarati – ammette il Santo Padre -, corriamo, pensiamo che tutto dipenda da noi e, alla fine, rischiamo di trascurare Gesù e torniamo sempre noi al centro. Per questo Egli invita i suoi a riposare un po’ in disparte, con Lui. Non è solo riposo fisico, è anche riposo del cuore. Perché non basta “staccare la spina”, occorre riposare davvero».

A questo punto Papa Bergoglio ha spiegato come riposare nel modo giusto: «Bisogna ritornare al cuore delle cose – esorta Papa Francesco -. Fermarsi, stare in silenzio, pregare, per non passare dalle corse del lavoro alle corse delle ferie. Gesù non si sottraeva ai bisogni della folla, ma ogni giorno, prima di ogni cosa, si ritirava in preghiera, in silenzio, nell’intimità con il Padre. Il suo tenero invitoriposatevi un po’dovrebbe accompagnarci. Guardiamoci, fratelli e sorelle, dall’efficientismo, fermiamo la corsa frenetica che detta le nostre agende. Impariamo a sostare, a spegnere il telefonino, a contemplare la natura, a rigenerarci nel dialogo con Dio».

Ma il Vangelo di oggi narra che il Gesù e i discepoli non possono riposare come vorrebbero: «La gente li trova – ricorda il Papa – e accorre da ogni parte. A quel punto il Signore si muove a compassione. Ecco il secondo aspetto, la compassione che è lo stile di Dio. Lo stile di Dio è vicinanza, compassione e tenerezza. Quante volte nel Vangelo, nella Bibbia, troviamo questa frase “Ebbe compassione”. Commosso, Gesù si dedica alla gente e riprende a insegnare (cfr vv. 33-34). Sembra una contraddizione, ma in realtà non lo è. Infatti, solo il cuore che non si fa rapire dalla fretta è capace di commuoversi, cioè di non lasciarsi prendere da sé stesso e dalle cose da fare e di accorgersi degli altri, delle loro ferite, dei loro bisogni».

La compassione, secondo il Pontefice, nasce dalla contemplazione: «Se impariamo a riposare davvero – spiega Bergoglio -, diventiamo capaci di compassione vera; se coltiviamo uno sguardo contemplativo, porteremo avanti le nostre attività senza l’atteggiamento rapace di chi vuole possedere e consumare tutto; se restiamo in contatto con il Signore e non anestetizziamo la parte più profonda di noi, le cose da fare non avranno il potere di toglierci il fiato e di divorarci. Abbiamo bisogno – sentite questo –, abbiamo bisogno di una “ecologia del cuore”, che si compone di riposo, contemplazione e compassione. Approfittiamo del tempo estivo per questo!». Subito prima di recitare l’Angelus, il Papa ha invitato tutti a pregare la Madonna: «Che ha coltivato il silenzio – ricorda -, la preghiera e la contemplazione, e si muove sempre a tenera compassione per noi suoi figli».

Al termine della preghiera, il Santo Padre ha espresso la sua vicinanza ai popoli di Germania, Belgio e Olanda colpiti da “catastrofiche alluvioni”: «Il Signore – auspica – accolga i defunti e conforti i familiari. Sostenga l’impegno di tutti per soccorrere chi ha subito gravi danni».

Inoltre ha rivolto un pensiero al Sudafrica, sconvolto da gravi episodi di violenza: «Che hanno aggravato – riconosce Francesco – la situazione di tanti nostri fratelli del Sudafrica, già colpiti da difficoltà economiche e sanitarie a causa della pandemia. Unitamente ai Vescovi del Paese, rivolgo un accorato appello a tutti i responsabili coinvolti, perché lavorino per la pace e collaborino con le Autorità per fornire assistenza ai bisognosi. Che non sia dimenticato il desiderio che ha guidato il popolo del Sudafrica per rinascere nella concordia tra tutti i suoi figli!».

In conclusione, il Pontefice ha espresso vicinanza al popolo cubano che sta subendo gli effetti di una dura crisi economica aggravata dal Covid-19 e dalla proteste contro il governo locale: «Sono anche vicino al caro popolo cubano in questi momenti difficili – conclude -, in particolare alle famiglie che maggiormente ne soffrono. Prego il Signore che lo aiuti a costruire in pace, dialogo e solidarietà una società sempre più giusta e fraterna. Esorto tutti i cubani ad affidarsi alla materna protezione della Vergine Maria della Carità del Cobre. Ella li accompagnerà in questo cammino».

About Davide De Amicis (3610 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa metropolitana di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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