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“Le aree interne diventino il polmone del Paese”

"In questo recuperato slancio missionario - promettono i vescovi delle aree interne -, ci impegniamo a costruire un volto di Chiesa battesimale, partecipativa, coinvolgente e coraggiosa, in cui il contributo dei laici, e delle donne in particolare, venga adeguatamente valorizzato; costruire ponti con le istituzioni nazionali e periferiche; collaborare con gli attori istituzionali nella Sperimentazione nazionale delle aree interne (Snai) e nella applicazione delle Zone economiche speciali (Zes); adottare soluzioni pastorali capaci di formare le coscienze a vivere questo tempo di semina, nella prospettiva di una solidarietà circolare; questo è particolarmente vero per la drammatica pandemia in atto"

È l’esortazione rivolta dai vescovi delle aree interne alle istituzioni

I vescovi delle aree interne riuniti al Centro "La Pace" di Benevento

È stata una due giorni intensa quella vissuta lunedì 30 e martedì 31 agosto dai vescovi delle aree interne, che si sono riuniti al Centro “La Pace” di Benevento su iniziativa dell’arcivescovo del capoluogo sannitico monsignor Felice Accrocca. A conclusione dei lavori, i presuli hanno scritto un messaggio, rivolgendosi innanzitutto ai fedeli: «A voi fratelli e sorelle, che abitate nelle aree interne – premettono i vescovi -, manifestiamo tutta la nostra prossimità, l’incoraggiamento a rendervi protagonisti di una nuova stagione di sviluppo, che non può realizzarsi senza un impegno comune. Vi invitiamo a fare rete, uscendo dalla logica dei campanili, vivendo la fraternità e la solidarietà».

Successivamente, è stato rivolto un appello alle stesse comunità diocesane: «Alle nostre Chiese locali – aggiungono i vescovi delle aree interne – chiediamo di vivere il prossimo cammino sinodale come una opportunità preziosa per ascoltare i nostri fratelli afflitti da storiche e incalzanti difficoltà, avviando così processi che portino a una pastorale specifica con uno sguardo attento alle realtà rurali. In questo recuperato slancio missionario, ci impegniamo a costruire un volto di Chiesa battesimale, partecipativa, coinvolgente e coraggiosa, in cui il contributo dei laici, e delle donne in particolare, venga adeguatamente valorizzato; costruire ponti con le istituzioni nazionali e periferiche; collaborare con gli attori istituzionali nella Sperimentazione nazionale delle aree interne (Snai) e nella applicazione delle Zone economiche speciali (Zes); adottare soluzioni pastorali capaci di formare le coscienze a vivere questo tempo di semina, nella prospettiva di una solidarietà circolare; questo è particolarmente vero per la drammatica pandemia in atto».

I lavori con, in primo piano, il vescovo di Sulmona-Valva monsignor Michele Fusco e quello di Isernia-Venafro monsignor Camillo Cibotti

Nella seconda parte del messaggio, i presuli si sono rivolti alle autorità civili e politiche: «Alle istituzioni nazionali, regionali e locali, alla vigilia dell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza – scrivono i vescovi -, chiediamo di disegnare un nuovo modello di sviluppo, equo e condiviso, in cui le aree interne possono diventare concretamente “il polmone del Paese”, offrendo risorse e disponibilità a costruire intorno alle loro potenzialità di carattere naturale, paesaggistico, storico, religioso e culturale una vera prospettiva di riscatto. Le risorse finanziarie contribuiscano alla realizzazione di opere fondamentali, facendo in modo che partano dalle zone più remote e raggiungano il centro; che la diligenza dei fondi europei in arrivo non venga assaltata scompostamente, ma possa arrivare a destinazione con una distribuzione equa e trasparente; che la cultura delle competenze prevalga sulla prassi del ricatto elettorale e del clientelismo; che la tutela dell’ambiente, spesso lasciato a se stesso nelle aree meno antropizzate, contribuisca a ridurre i rischi di calamità naturali e a produrre uno sviluppo sostenibile».

Nella parte finale del messaggio, i vescovi delle aree interne hanno citato don Lorenzo Milani, ricordando che “non c’è nulla che sia più ingiusto quanto fare parti eguali tra diseguali”: «Affidiamo queste riflessioni alle nostre Chiese – concludono -, a quanti hanno a cuore e a quanti hanno in mano le sorti del Paese, nella fiducia che non resteranno lettera morta». Al termine hanno riproposto una frase di Papa Francesco, dedicata allo stesso incontro dei vescovi delle aree interne: “La carità, animata dalla speranza, sa guardare con tenerezza l’oggi e, con umiltà, rendere nuove tutte le cose”.

About Davide De Amicis (3636 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa metropolitana di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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