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“Chi ha la smania dei sorpassi, non si accorge del Signore”

"Se al centro di tutto – avverte il Papa - rimaniamo sempre noi, con le nostre idee e presumiamo di vantare qualcosa davanti a Dio, non lo incontreremo mai fino in fondo, non arriveremo ad adorarlo. Se non cadono le nostre pretese, se non cadono le vanità, i puntigli, le corse per primeggiare, ci capiterà di adorare pure qualcuno o qualcosa nella vita, ma non sarà il Signore! Se invece abbandoniamo la nostra pretesa di autosufficienza, se ci facciamo piccoli dentro, allora riscopriremo lo stupore di adorare Gesù. Perché l’adorazione passa attraverso l’umiltà del cuore"

Lo ha affermato oggi Papa Francesco nell’Angelus dell’Epifania

Il Papa impartisce la benedizione dopo l'Angelus

Così come ha fatto nella messa mattutina, anche nel successivo Angelus odierno della solennità dell’Epifania Papa Francesco si è soffermato sulla figura dei magi, partendo da un monito riferito alla stretta attualità: «Chi ha la smania dei sorpassi – ammonisce -, non si accorge della presenza del Signore. Gesù passa accanto e viene ignorato. I magi non si scandalizzano, non rimangono delusi. Non si lamentano, ma si prostrano. Questi sapienti venuti da lontano, ricchi, colti e conosciuti da tutti, che si prostrano, cioè si chinano a terra per adorare un bambino. Sembra una contraddizione, questo. Sorprende un gesto tanto umile compiuto da uomini così illustri. Prostrarsi davanti a un’autorità che si presentava con i segni della potenza e della gloria era cosa abituale al tempo. E anche oggi non sarebbe strano. Ma davanti al Bambino di Betlemme non è semplice. Non è facile adorare questo Dio, la cui divinità rimane nascosta e non appare trionfante. Vuol dire accogliere la grandezza di Dio, che si manifesta nella piccolezza».

Questo è il messaggio: «I magi – approfondisce il Pontefice – si abbassano di fronte all’inaudita logica di Dio, accolgono il Signore non come lo immaginavano, ma così com’è, piccolo e povero. La loro prostrazione è il segno di chi mette da parte le proprie idee e fa spazio a Dio. L’adorazione va insieme alla prostrazione. Compiendo questo gesto, i magi dimostrano di accogliere con umiltà colui che si presenta nell’umiltà. Ed è così che si aprono all’adorazione di Dio. Gli scrigni che aprono sono immagine del loro cuore aperto. La loro vera ricchezza non consiste nella fama, non consiste nel successo, ma nell’umiltà, nel loro ritenersi bisognosi di salvezza. È l’esempio che ci danno i magi oggi». Questa la tesi di Papa Bergoglio: «Se al centro di tutto – avverte – rimaniamo sempre noi, con le nostre idee e presumiamo di vantare qualcosa davanti a Dio, non lo incontreremo mai fino in fondo, non arriveremo ad adorarlo. Se non cadono le nostre pretese, se non cadono le vanità, i puntigli, le corse per primeggiare, ci capiterà di adorare pure qualcuno o qualcosa nella vita, ma non sarà il Signore! Se invece abbandoniamo la nostra pretesa di autosufficienza, se ci facciamo piccoli dentro, allora riscopriremo lo stupore di adorare Gesù. Perché l’adorazione passa attraverso l’umiltà del cuore».

Da qui l’esame di coscienza da fare: «Come va la mia umiltà? Sono convinto che l’orgoglio –  o manifesto o nascosto, ma che sempre copre lo slancio verso Dio – impedisce il mio progresso spirituale? – interroga Papa Francesco -. Lavoro sulla mia docilità, per essere disponibile a Dio e agli altri, oppure sono sempre centrato su di me, quell’egoismo nascosto che è la superbia? So accantonare il mio punto di vista per abbracciare quello di Dio e degli altri? E infine: prego e adoro solo quando ho bisogno di qualcosa, oppure lo faccio con costanza perché credo di avere sempre bisogno di Gesù? I magi hanno cominciato la strada guardando la stella. Oggi possiamo prendere questo consiglio: guarda la stella e cammina!».

About Davide De Amicis (3964 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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