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Cop: “Unico strumento per combattere i cambiamenti climatici”

"Non si fa nulla se non c’è questa cooperazione internazionale – sottolinea Silvia Mancini -. Oltre alla necessità di risorse economiche, ce n’è un’altra di ascolto vero per creare la cooperazione internazionale. C’è una creazione di politiche che partono dai Paesi in via di sviluppo, un’operatività basata sulla domanda. Un’azione, quest’ultima, che denoto essere sempre più pressante ed è positivo, perché questo ci aiuta a non realizzare cattedrali nel deserto"

Lo ha assicurato ieri sera la pescarese Silvia Mancini, team leader del Fondo di adattamento presso la Banca mondiale

Silvia Mancini, team leader del Fondo di adattamento della Banca mondiale

Nonostante il compromesso al ribasso raggiunto nell’ultima Cop 27, la Conferenza mondiale sul clima che si è svolta nel mese scorso a Sharm el Sheik in Egitto, ovvero la creazione del Fondo Loss and damage che risarcirà i Paesi più poveri colpiti da catastrofi naturali (la cui gestione è però ancora tutta da decidere), bisogna comunque registrare un piccolo avanzamento nella consapevolezza della gravità dei cambiamenti climatici da parte di tutti i Paesi, specialmente di quelli più inquinanti. Un risultato da cogliere comunque con soddisfazione nell’ottica del complesso cammino per il raggiungimento degli obiettivi fissati nel 2015 dall’Accordo di Parigi, in base al quale gli stati si sono impegnati a mantenere l’aumento della temperatura media globale al di sotto dei 2 gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali, rafforzando gli sforzi per contenerlo al di sotto di 1,5 gradi.

Silvia Mancini in collegamento da Washington

Ne è convinta la dottoressa Silvia Mancini, team leaderdi origine pescarese (cresciuta nella parrocchia di Santa Caterina da Siena e laureata in Scienze politiche all’Università degli studi di Teramo) del Fondo di adattamento ai cambiamenti climatici presso la Banca mondiale a Washington negli Stati Uniti, da dove ieri sera si è collegata in diretta con i partecipanti al secondo incontro di approfondimento sull’enciclica ambientale di Papa Francesco Laudato si’ e i risultati della Cop 27, promosso dalla Comunità Laudato si’ di Pescara e organizzato dal direttore della Pastorale ambientale dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne don Antonio Del Casale, che si è svolto nei locali della parrocchia di Sant’Andrea Apostolo: «Il Fondo di adattamento – premette l’esperta – è delle Nazioni unite ed è stato lanciato nel 2010 per aiutare i Paesi in via di sviluppo ad adattarsi ai cambiamenti climatici. Dal 2019 rientriamo nell’Accordo di Parigi e finora abbiamo dato vita a 140 progetti e programmi in 100 Paesi, avendo raggiunto 25 milioni di persone. Progetti concreti e inclusivi che realizziamo mediamente in 5-7 anni, stanziando risorse a fondo perduto messi a disposizione volontariamente da 17 Paesi, quasi esclusivamente nell’ambito dell’agricoltura sostenibile, della sicurezza alimentare e idrica, volti alla riduzione delle catastrofi ed ad affrontare la riduzione delle aree costiere e forestali. Uno dei tanti progetti realizzati, è stato quello di realizzare un sistema di allerta in caso di inondazioni nei Paesi più poveri e più sensibili al cambiamento climatico. Il Fondo di adattamento è molto amato dai Paesi in via di sviluppo, perché operiamo nel massimo rispetto dei diritti umani».

I partecipanti all’incontro

Dunque la Cop 27 egiziana non ha raggiunto risultati concreti nel ridurre l’inquinamento per contenere l’aumento della temperatura media globale, se non la creazione del Fondo per risarcire i Paesi colpiti dai disastri, ma per la funzionaria del Fondo di adattamento vale comunque la pena di andare avanti in questo percorso di confronto mondiale: «La Cop (nata nel 1992) – ricorda la dottoressa Mancini – vuol dire Conferenza delle parti. Qui i negoziatori, per giorni interi, si spendono per far sì che ci sia una cooperazione e ogni anno noto che ci si aggrappa a questo multilateralismo. Una delle risposte che viene data in questi scenari complessi è sempre far sì che ci sia una conferenza delle parti, con una discussione a livello mondiale. Avendo partecipato a sei conferenze delle parti, posso dire che c’è stata una grande progressione. Ad esempio, nell’ultima Cop per i Paesi più bisognosi e disastrati è stato il Loss e damage found. È stata la prima azione concreta. È stato fatto un grande lavoro per cercare di mettere insieme i Paesi ed evitare situazioni conflittuali. Certo, è frustrante, perché lavori 16 ore al giorno. Non dormi, non mangi, ma sono arrivata alla conclusione che l’Accordo di Parigi e le Cop sono gli unici strumenti che danno limiti e linee guida, incluse le soluzioni tecnologiche, da rispettare».

Insomma, senza conferenze sul clima non si va da nessuna parte e almeno, ora, c’è la consapevolezza sul dramma dei cambiamenti climatici: «Non si fa nulla se non c’è questa cooperazione internazionale – sottolinea Silvia Mancini -. Oltre alla necessità di risorse economiche, ce n’è un’altra di ascolto vero per creare la cooperazione internazionale. C’è una creazione di politiche che partono dai Paesi in via di sviluppo, un’operatività basata sulla domanda. Un’azione, quest’ultima, che denoto essere sempre più pressante ed è positivo, perché questo ci aiuta a non realizzare cattedrali nel deserto. La situazione climatica è davvero spaventosa e non si fa più sconto a nessuno. Non ci sono risposte certe, ma noto un progresso nella cooperazione internazionale, che agevola la realizzazione di progetti utili ai Paesi».

About Davide De Amicis (4085 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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