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Gmg: “Siamo di fronte a giovani nuovi, segnati dal cambiamento d’epoca”

"L’esperienza della Gmg - sottolinea don Michele Falabretti, direttore del Servizio nazionale di Pastorale giovanile Cei - andrebbe sfruttata anche per rigenerare nel cuore dei giovani la fiducia negli altri, la consapevolezza che dipendiamo gli uni dagli altri, l’estremo bisogno di riconoscere nell’altro il fratello e aprirsi alla spesa di sé stessi"

Lo ha affermato don Michele Falabretti, direttore del Servizio nazionale di Pastorale giovanile della Cei, sul mensile “Vita pastorale”

Don Michele Falabretti, direttore del Servizio nazionale di Pastorale giovanile della Cei

In vista dell’imminente Giornata mondiale della gioventù di Lisbona, che si terrà dall’1 al 6 agosto prossimi sul tema “Maria si alzò e andò in fretta” (Lc 1,39), il direttore del Servizio nazionale per la Pastorale giovanile don Michele Falabretti ha scritto alcune considerazioni in merito sul mensile “Vita pastorale”.

La prima è stata di carattere temporale: «Torna la Gmg – esordisce il presbitero – e questa volta il sapore del ritorno è particolarmente intenso. Dall’ultima Gmg per noi accessibile (Cracovia 2016) sono passati sette anni. Non era mai successo che ci fosse un lasso di tempo così lungo e questo ci ha fatto avvicinare all’esperienza con il timore che non fosse più attraente. Sicuramente avremo perso una o due generazioni; non solo a causa di questa lunga attesa, ma anche per tutto ciò che è successo nel frattempo. È importante sapere che siamo di fronte a giovani “nuovi”. Lo sono sempre, questo è scontato. Ma questi sono diversi dai loro predecessori, perché vengono da un periodo segnato e accentuato dal cambiamento d’epoca che alcune cose hanno decisamente accelerato».

Uno dei primi avvenimenti che ha mutato il corso delle cose è stato innanzitutto la pandemia: «Un’esperienza inattesa che i giovani non hanno ancora finito di pagare – osserva don Falabretti -. La loro salute mentale ne risente e questo li rende più fragili, incerti di fronte a quel futuro verso il quale tutti siamo stati proiettati con entusiasmo, perché rappresentava l’alba della vita adulta. La pandemia li ha tenuti a distanza, ha mostrato loro l’inedito di relazioni nuove che hanno costretto all’uso della tecnologia non solo per il tempo libero. È nato il metaverso ed è esplosa l’intelligenza artificiale. Argomenti di cui sentivamo parlare fino a pochissimi anni fa, ma di cui non avevamo percezione. Questa Gmg obbligherà la maggior parte dei giovani a salire sui pullman e a sobbarcarsi giorni di viaggio. Una fatica, certo, ma saranno giorni benedetti se chi li accompagna saprà animare il viaggio sfruttandolo come occasione di incontro».

Ma ad essere esplose sono state anche la crisi ambientale e la guerra: «È la prima volta – sottolinea il direttore del Servizio nazionale di Pastorale giovanile – che una Gmg si svolge in un continente che sente di avere una guerra aperta in casa. Due temi che chiedono di essere elaborati attraverso quella fraternità a cui Papa Francesco sta richiamando tutti ormai da anni. Caduto il muro di Berlino e chiusa la guerra fredda, si sono aperti scenari che non hanno portato a condizioni di pace. Il mercato libero si è trasformato nella dittatura del consumo e della finanza. Quanto fu profetico Giovanni Paolo II nel richiamare allora i rischi del capitalismo! La corsa all’accumulo di beni e allo sfruttamento di risorse non può certo fare ricchi tutti. Come sempre accade, sono pochi quelli che finiscono per concentrare su di sé le ricchezze, cioè i prepotenti più ricchi».

Invece la cultura, a detta del noto sacerdote, quella rimane per tutti: «Prendi ciò che vuoi, sfrutta ciò che ti pare – riflette don Michele -. L’esperienza della Gmg andrebbe sfruttata anche per rigenerare nel cuore dei giovani la fiducia negli altri, la consapevolezza che dipendiamo gli uni dagli altri, l’estremo bisogno di riconoscere nell’altro il fratello e aprirsi alla spesa di sé stessi».

Non è mancata una considerazione di don Michele Falabretti sul tema della Gmg, con l’evangelista Luca che descrive Maria mentre si alza in fretta pe andare in visita dalla cugina Elisabetta: «L’incontro fra le due donne – spiega il direttore della Pastorale giovanile della Cei – ci rimanda all’urgenza di tornare a condividere la fede riconoscente per ciò che Dio opera ogni giorno nella nostra vita».

In chiusura don Falabretti ha ricordato l’importanza dell’evento: «La Gmg – conclude – è un grande laboratorio di incontro: culture, lingue, provenienze diverse che aprono il cuore alla comprensione dell’esistenza stessa. A patto che ci si impegni ad aprire gli occhi e le orecchie, che si faccia scendere nel cuore questa grande esperienza di condivisione per coltivare la sapienza evangelica».

About Davide De Amicis (4403 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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