Oliviero Tullio Liberatore è nato a Popoli il 24 aprile 1985. Entrato in seminario giovanissimo, ha frequentato il Liceo della Comunicazione a Chieti. Negli anni di formazione al ministero ordinato ha coltivato con particolare cura il suo già spiccato senso estetico, affinando la conoscenza della storia dell'arte e la pratica di diverse tecniche grafiche. Il tutto s'è felicemente sposato a un'ironia pungente ma sempre garbata, che volentieri l'Autore ci presta.
"E poi facciamo come Maria - aggiunge Papa Francesco -: guardiamoci attorno e cerchiamo qualche persona a cui possiamo essere di aiuto! C’è qualche anziano che conosco a cui posso fare un po’ di aiuto, di compagnia? Ognuno ci pensi. O fare un servizio a una persona, una gentilezza, una telefonata? Ma a chi posso dare aiuto? Mi alzo e do aiuto. Aiutando gli altri, aiuteremo noi stessi a rialzarci dalle difficoltà"
La preghiera officiata nel rito della Comunità di Taizè: "Si tratta - spiega Pierluigi De Aloisio - di una forma molto semplice di preghiera, basata su dei canti intervallati dalla lettura piccoli versetti della Bibbia e dei testi sacri che vengono ripetuti tante volte. Si tratta di un modo pratico che favorisce gli apprendimenti, in modo che una lingua sconosciuta diventi familiare, ma c’è anche un motivo più profondo legato che consente di fare preghiere che scendono nel cuore così che la parte contemplativa non sia separata dalla vita attiva quotidiana"
"Se ciascun operatore pastorale - precisa la Presidenza Cei -, obbedendo alla creatività dello Spirito, si farà moderatore di un gruppo sinodale sul territorio, nei diversi ambienti in cui le persone vivono, s’incontrano, si curano, studiano e lavorano, sarà davvero un’esperienza ampia di sinodalità"
"Visitiamo coloro che sono sfiduciati e non sperano più che un futuro diverso sia possibile - invita Papa Francesco -. All’atteggiamento egoistico che porta allo scarto e alla solitudine, contrapponiamo il cuore aperto e il volto lieto di chi ha il coraggio di dire “non ti abbandonerò!” e di intraprendere un cammino differente"
"Per difendere il bosco italiano - afferma Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti - occorre creare le condizioni affinché si contrasti l’allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli"
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