"Suscita una grave inquietudine – osserva il cardinale Bassetti - la prospettiva di un referendum per depenalizzare l’omicidio del consenziente. Non vi è espressione di compassione nell’aiutare a morire, ma il prevalere di una concezione antropologica e nichilista in cui non trovano più spazio né la speranza né le relazioni interpersonali. C’è una contraddizione stridente tra la mobilitazione solidale, che ha visto un Paese intero attivarsi contro un virus portatore di morte, e un’iniziativa che, a prescindere dalle intenzioni dei singoli firmatari della richiesta referendaria, propone una soluzione che rappresenta una sconfitta dell’umano. Chi soffre va accompagnato e aiutato a ritrovare ragioni di vita"
"Vorrei fermarmi - sottolinea monsignor Valentinetti - sul dare valore al ruolo della donna nella società, nella famiglia, nella Chiesa, nella cosa pubblica. Quanto è importante il genio femminile, che è capace di gesti coraggiosi molto più veri e molto più importanti di quanto siano capaci gli uomini! E Gesù riconosce tutto questo e attraverso di esse manda l'annuncio “Dite ai miei fratelli che mi precedano in Galilea"
"Accanto alla necessità morale di ricostruire ciò che è distrutto - sottolinea Bassetti -, c’è un’urgenza spirituale di ricucire ciò che è sfilacciato e un dovere sociale di pacificare ciò che è nella discordia
"Certamente il cammino non è semplice – ammette l'arcivescovo Valentinetti -, né vogliamo peccare di pelagianesimo, volendo pensare di fare tutto noi. Siamo ben lieti e ben coscienti che è il Signore che ci precede, che è Lui davanti a noi e con lui la schiera dei martiri e dei santi. Particolarmente la presenza di San Cetteo, che si è fatto uomo di pace dentro questa storia, di questo territorio come vescovo e si è fatto martire per amore, così come abbiamo avuto modo di meditare e contemplare ieri sera nell'oratorio sacro. Ci assista la sua intercessione e lo sguardo sempre vigile e materno della Vergine Maria"
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