"Noi stessi, noi cristiani - afferma Alan Di Liberatore -, dovremmo indicare la luce di Cristo nella nostra prassi. Tanto è stato fatto, tanto abbiamo ancora da fare. Troppe sono le ferite della diffidenza tra le tradizioni, troppa la presunzione di avere - da parte di tutti - un pezzo della verità. Ma Cristo, per fortuna, non ci ha lasciato un'idea filosofica, un manuale. La cura, fare il bene, non ci è stata data come una regola, ma con una persona. Questa è la vostra specificità, questa è la specificità di tutta la Chiesa universale che riconosce la Signoria di Cristo"
Per lucrare l’indulgenza, inoltre, è necessario recitare il Credo, il Padre nostro e una preghiera secondo le intenzioni del Sommo pontefice. Infine ci si dovrà accostare alla Confessione sacramentale ed alla Comunione eucaristica entro gli 8 giorni precedenti o successivi la partecipazione ad un rito in onore di Celestino V, oppure dopo aver sostato in preghiera davanti le spoglie del Santo pontefice
"Siamo consapevoli che anche la Chiesa italiana - spiega monsignor Valentino Bulgarelli, direttore dell’Ufficio Catechistico - si trova in un delicato tempo di passaggio, che è anche una grande opportunità. Se da un lato riprenderà al più presto la proposta catechistica con le dovute precauzioni sanitarie, dall’altro sentiamo forte l’esigenza di un nuovo discernimento sulla realtà pastorale e sociale e sul rilancio dei percorsi catechistici"
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