"A noi cristiani - sottolinea l'arcivescovo Valentinetti - manca il riferimento alla Parola. Il riferimento a questa Parola meditata, ruminata, capita, approfondita, scrutata, cercando di andare alla radice delle questioni, sapendo che è stato scritta per popoli e nazioni che sono vissuti più di duemila anni fa e che ha bisogno di una continua interpretazione, di una continua verifica dentro la mia vita, dentro la mia storia, dentro la mia esistenza. E allora, guardate la vostra vita e seminatela di Parola. Se lo farete, allora sì, riuscirete ad interpretare il momento presente, la Chiesa, la comunità in cui vivete, la storia in cui vivete. E, soprattutto, vi preparerete a questa grande attesa del ritorno del Signore"
"Accanto alla necessità morale di ricostruire ciò che è distrutto - sottolinea Bassetti -, c’è un’urgenza spirituale di ricucire ciò che è sfilacciato e un dovere sociale di pacificare ciò che è nella discordia
"Se dovessi essere io a fare la legge - riflette Galantino - non prenderei per nulla in considerazione questo decreto. Il Governo e la Cirinnà devono fare i conti con quello che sta loro di fronte. La famiglia è la realtà sulla quale si fonda la società. Il Papa ce lo ha ricordato: la famiglia è il primo ospedale da campo, è il primo luogo dove si accolgono gli anziani, è dove si va quando si è in difficoltà. Vogliamo smontare anche questa realtà?"
"L’Europa e l’Italia - ammonisce il cardinale Bassetti - hanno urgente bisogno di un nuovo patto sociale tra tutti quegli uomini e quelle donne di buona volontà che hanno il coraggio, la passione, il talento e il desiderio autentico di costruire nuovi percorsi di impegno sociale e politico per il futuro del Paese e del Continente. C’è un’Italia da ricucire - conclude Bassetti - per superare le divisioni ideologiche e territoriali e per trovare una cura alle ingiustizie sociali verso i giovani, i disoccupati e le famiglie"
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