La Cei invita ad opporsi a tante pratiche che degradano e distruggono la biodiversità: "Si pensi – denunciano i vescovi - al land grabbing (l’accaparramento delle terre), alla deforestazione, al proliferare delle monocolture, al crescente consumo di suolo o all’inquinamento che lo avvelena; si pensi altresì a dinamiche finanziarie ed economiche che cercano di monopolizzare la ricerca (scoraggiando quella libera) o addirittura si propongono di privatizzare alcune tecnoscienze collegate alla salvaguardia della biodiversità"
"La crisi – spiega Ghidoni – ci ha spinto a non considerare la famiglia come un’ambizione obsoleta e superata. Così come a ripensare il mito dell’andare a mille. A superare la dedizione e la preoccupazione per la sola quotidianità e la conquista di molte cose superflue"
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