Chiesa: “Può essere un ponte che accompagna a una dignità di vita”
"Dobbiamo iniziare a vedere in tutti la persona - sottolinea Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità -, con talenti e capacità sulle quali dobbiamo investire. Con il progetto di vita abbiamo un cambiamento vero. Non più solo risposte socio-assistenziali, ma risposte condivise per aiutare a far sì che si parta da quello che le persone desiderano"
Suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio Cei di Pastorale per le persone con disabilità
Si è conclusa lo scorso sabato 21 marzo a Bergamo la tre giorni del 5° Convegno nazionale del Servizio nazionale Cei per la pastorale delle persone con disabilità dal tema “Noi, comunità e progetto di vita”. A dirigere i lavori è stata suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio nazionale della Conferenza episcopale italiana per la pastorale delle persone con disabilità, la quale ha tirato poi le conclusioni: «La sfida grande – sottolinea la suora di origini pescaresi – è stata ritrovarci insieme e lavorare insieme, realtà civili e realtà ecclesiali. Sempre di più questo ‘noi’ si costruisce se insieme ognuno fa la propria parte per accompagnare ogni età, ogni transizione, ogni sfida della vita. Lo stile è la prossimità, l’esserci. La Chiesa ha una grande responsabilità ed è una sfida essere veramente presente nei vari territori».
Tutto questo avviene attraverso una rete che agisce in vari modi: «In questi giorni – ricorda suor Veronica – abbiamo visto modelli possibili di fare rete — a livello di sport, con gli accordi che le diocesi hanno con diverse realtà, a livello di lavoro. La Chiesa può essere questo ponte che accompagna sempre più a una dignità di vita, a un abbraccio che accompagna alla vita e al progetto di vita».
È stato poi il sottosegretario della Cei don Gianluca Marchetti a descrivere con tre parole il contributo della Chiesa al progetto di vita delle persone con disabilità: «Siamo fratelli, figli di uno stesso Padre, e alla fine è la cosa più rivoluzionaria che c’è – sottolinea il presbitero -. Non conta quello che sei. Siamo fratelli e io mi prendo cura di te. La seconda è prossimità. Il progetto di vita è una rivoluzione, un cambiamento culturale che non è ancora passato. Passare dall’assistenza al protagonismo è una sfida. Il progetto di vita non lo costruisci da solo. Deve significare che c’è qualcuno accanto a te. La terza parola è Bergamo. Quello che a volte dimentichiamo è ciò che avviene in posti come questo convegno. La cosa meravigliosa è vedere quanto bene c’è. Grazie».

Nell’ambito dell’ultima sessione di lavori, è intervenuta anche il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli rivolgendo un appello ai partecipanti: «Cambiamo prospettiva – sollecita la ministra -, altrimenti si continua a parlare in termini di assistenzialismo. Dobbiamo iniziare a vedere in tutti la persona, con talenti e capacità sulle quali dobbiamo investire. Con il progetto di vita abbiamo un cambiamento vero. Non più solo risposte socio-assistenziali, ma risposte condivise per aiutare a far sì che si parta da quello che le persone desiderano. La riforma mette al centro la persona e supera la visione legata solo all’assistenzialismo».
Quindi la ministra Locatelli ha parlato dei caregiver, in riferimento ai quali ha annunciato lo stanziamento di 257 milioni di euro in legge di bilancio: «Il lavoro del caregiver è prezioso non solo per la famiglia – precisa la Locatelli -, ma per lo Stato. Ci vuole coraggio perché non tutti apprezzano i criteri che vengono messi, però bisogna fare, perché altrimenti passeranno altri dieci anni e io non sono disposta a farlo». Il ministro ha anche reso noto il bando “Vita e opportunità”, per supportare la persona con disabilità in un contesto lavorativo, abitativo e ricreativo, e ricordato che la sperimentazione del progetto di vita è già partita in 60 province».
Ora il cammino del Servizio nazionale Cei per le persone con disabilità proseguirà con una serie di appuntamenti: il 9 aprile a Roma ci sarà un seminario per la Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo; in estate avrà luogo l’ExpoAid 2026 a Rimini dal 25 al 27 giugno; in dicembre ci sarà un seminario su disabilità e lavoro in collaborazione con l’Ufficio nazionale Cei per i problemi sociali e il lavoro. E sono previsti anche webinar e corsi di formazione online, tra cui un corso base in Lis per operatori pastorali e un corso teorico-pratico di Caa (Comunicazione Aumentativa e Alternativa).



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