"Solo se se saremo in grado di uscire - avverte don Francesco Soddu -, si riuscirà ad offrire dei luoghi di accoglienza che non siano cittadelle apparentemente aperte, che rischiano di accogliere qualcuno per respingerne altri. Solo se saremo in grado di vivere il disagio dell’apparente inutilità delle nostre opere, costruiremo locande in grado di profumare di accoglienza e di calore umano"