"Gesù è fondamentalmente costruttore di pace - ricorda l'arcivescovo Valentinetti -. È Colui che dà pace a tutta l'umanità. Ma quest’ultima, specialmente in questo periodo, non tiene conto del male che sta facendo la guerra, delle distruzioni, delle uccisioni e tutti noi dobbiamo essere convinti che la pace è il bene supremo della nostra vita, della nostra esistenza. E infatti Gesù aggiunge: "Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore"
"Mi chiedo - aggiunge monsignor Petrocchi -, quante persone sono morte compiendo gesti di solidarietà? So di mamme che hanno coperto, con il loro corpo, i bambini che avevano a fianco; di familiari, sorpresi dalla scossa tellurica nel posto sbagliato, proprio perché si erano offerti di assistere persone anziane e non lasciarle sole; di tanti che avevano preferito cedere posti "più sicuri" della casa a parenti o amici. Dio solo conosce gli abissi di questo oceano di generosità! Quella notte, penso, anche Dio ha pianto, perché Dio si commuove davanti all’amore-crocifisso!"
"Una crisi – sottolinea il cardinale Piacenza - nella quale il mondo intero è stato, e continua ad essere, esposto ad un virus invisibile che ha portato alla morte centinaia di migliaia di persone e a devastanti, e al momento imprevedibili, conseguenze socio-economiche. Il nostro non è più lo stesso mondo"
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