"La preghiera del rosario - sottolinea la Conferenza episcopale italiana - sarà invocazione e supplica alla misericordia del Padre perché ci liberi da questa pandemia"
"Non si conosce prima Dio e poi sia ama - precisa monsignor Valentinetti -, ma prima si ama e poi si conosce Dio, perché l’amore dentro di noi è Lui che l’ha stampato, è Lui che l’ha reso fecondo. Dunque, questo amore ci porta a riconoscere Dio. E allora, dove lo cerchiamo questo Dio e dove lo troviamo? Lo troviamo in quei gesti feriali d’amore nella storia di ognuno di noi, nella storia delle nostre famiglie, nella storia del nostro lavoro e della dedizione al lavoro, nella storia delle nostra onestà, nella storia delle nostre ricerche di verità, nella storia delle nostre ricerche di fraternità"
"Restiamo vicini con la preghiera – invita don Michele Falabretti -, ma anche con il ricordo e l’amicizia. Molti si stanno augurando che un tempo così difficile ci renda migliori e ci permetta di tornare alle nostre cose con un rinnovamento interiore. Me lo auguro anche io, anche se credo che non sarà un automatismo. Ci dovremo lavorare e spero che lo si possa fare insieme"
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