"Restiamo vicini con la preghiera – invita don Michele Falabretti -, ma anche con il ricordo e l’amicizia. Molti si stanno augurando che un tempo così difficile ci renda migliori e ci permetta di tornare alle nostre cose con un rinnovamento interiore. Me lo auguro anche io, anche se credo che non sarà un automatismo. Ci dovremo lavorare e spero che lo si possa fare insieme"
"Aveva questa forza interiore - ricorda monsignor Ciani, canonico di San Pietro - dovuta proprio alla comunione con Dio, tanto che diceva: “La mia medicina è la comunione”. A tutti chiedeva: “Ma lei da quanto tempo non fa la confessione? Guardi che per andare in Paradiso bisogna confessarsi, riconciliarsi con Dio”
"A noi cristiani - sottolinea l'arcivescovo Valentinetti - manca il riferimento alla Parola. Il riferimento a questa Parola meditata, ruminata, capita, approfondita, scrutata, cercando di andare alla radice delle questioni, sapendo che è stato scritta per popoli e nazioni che sono vissuti più di duemila anni fa e che ha bisogno di una continua interpretazione, di una continua verifica dentro la mia vita, dentro la mia storia, dentro la mia esistenza. E allora, guardate la vostra vita e seminatela di Parola. Se lo farete, allora sì, riuscirete ad interpretare il momento presente, la Chiesa, la comunità in cui vivete, la storia in cui vivete. E, soprattutto, vi preparerete a questa grande attesa del ritorno del Signore"
"Per un cristiano , la speranza è attesa fervente, appassionata del compimento ultimo e definitivo di un mistero, il mistero dell’amore di Dio, nel quale siamo rinati e già viviamo"
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