"Allora la formazione - sottolinea l'arcivescovo -, che può essere offerta a livello diocesana, sia incessante interessandoci dei problemi della storia, dei nostri paesi e delle nostre città. Non possiamo continuare a delegare altri e andare a votare, che è un diritto e un dovere, tappandoci il naso per quello che puzza meno"
Scrivi un commento