"Non possiamo pretendere per noi il perdono di Dio – avverte il Papa -, se non concediamo a nostra volta il perdono al nostro prossimo. È una condizione. Pensa alla fine, al perdono di Dio, e smettila di odiare; caccia via il rancore, quella mosca fastidiosa che torna e torna. Se non ci sforziamo di perdonare e di amare, nemmeno noi verremo perdonati e amati"
«Il protagonismo delle donne per il futuro della Chiesa» è il titolo del dibattito tenutosi questa mattina, 8 marzo, presso la Pontificia Università della Santa Croce in Roma. Una occasione per riflettere sulla responsabilità laicale che nasce dal Battesimo. Sono intervenute: Barbara Jatta, Direttrice dei Musei Vaticani; Natas Govekar, Direttore della Direzione Teologico-Pastorale, Dicastero per la Comunicazione; Pilar Río, professoressa stabile della Facoltà di Teologia dell’Università della Santa Croce.
"Vi lascio questo pensiero - sottolinea il Papa -: vedere e avere compassione. La Vergine Maria ci accompagni in questo cammino di crescita. Lei, che ci “mostra la Via”, cioè Gesù, ci aiuti anche a diventare sempre più “discepoli della Via"
"Ogni tappa della vita – ricorda il Pontefice - è un tempo per credere, sperare e amare. Questo appello a vivere la Quaresima come percorso di conversione, preghiera e condivisione dei nostri beni, ci aiuti a rivisitare, nella nostra memoria comunitaria e personale, la fede che viene da Cristo vivo, la speranza animata dal soffio dello Spirito e l’amore la cui fonte inesauribile è il cuore misericordioso del Padre"
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