"Chi pronuncia l’omelia - spiega il Direttorio omiletico - ponga la parola di Dio al centro della propria vita spirituale, conosca bene il suo popolo, rifletta sugli avvenimenti del suo tempo, cerchi incessantemente di sviluppare quelle capacità che lo aiutino a predicare in maniera appropriata"
"Noi - osserva il Papa -, quando ci hanno fatto qualcosa di male, andiamo subito a raccontare agli altri e ci sentiamo vittime. Fermiamoci, e preghiamo il Signore per quella persona, che l’aiuti, e così viene meno questo sentimento di rancore. Pregare per chi ci ha trattato male è la prima cosa per trasformare il male in bene"
"Non basta mettere delle pezze - osserva Zamagni -, è tutto il motore della macchina che va cambiato passando quindi ai “pezzi” che vanno sostituiti. Prima di tutto il modello di welfare: da redistributivo e paternalistico, a generativo, un modello che è stato proprio don Oreste a inventare"