"Quando una persona - spiega don Paolo Gentili - viene a consegnare un dramma così penetrante, pur nel sigillo confessionale, il sacerdote ha in mano un bisturi con cui può aiutarla a liberarsi dal senso di colpa e dalla disistima di sé, incoraggiarla a custodire se stessa e i propri figli, sostenerla nel pretendere che il coniuge si curi. In casi estremi, si può anche parlare di “separazione terapeutica” da valutare come un dovere, e non solo un diritto, per la tutela di sé e dei propri bambini"
"Con nostro grande dolore - si legge nella Dichiarazione del Santo Sinodo russo, pubblicata sul sito del Patriarcato di Mosca -, la decisione del Patriarcato ecumenico (di concedere l'autocefalia alla Chiesa ucraina) rende impossibile per noi continuare la permanenza nella comunione eucaristica con i suoi gerarchi, clero e laici"
"Dobbiamo ritrovare la concretezza delle piccole cose – consiglia il Pontefice, per vivere al meglio questi giorni di emergenza sanitaria -, delle piccole attenzioni da avere verso chi ci sta vicino, famigliari, amici. Capire che nelle piccole cose c’è il nostro tesoro"