"Il coronavirus - osserva il cardinale Sepe - ha condotto e continua a condurre la sua tragica battaglia puntando al bersaglio grosso non solo della vita, ma di uno sconvolgimento sociale che può portare al caos più totale. A noi è chiesto, più che mai, di essere parte di questa sfida epocale"
"Fintanto - esorta Papa Francesco - che le nostre società sperimenteranno le divisioni, siano esse etniche, religiose o economiche, tutti gli uomini e le donne di buona volontà sono chiamati a operare per la riconciliazione e la pace, per il perdono e per la guarigione dei cuori"
"Ad oggi, infatti - ricorda don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana -, non è stata ancora firmata la convenzione con la Protezione civile, necessaria per liberare le risorse utili per accogliere altri 2 mila cittadini ucraini ospitati negli alberghi della penisola. Anche l’accesso ai cosiddetti sussidi di sostentamento sta incontrando molte difficoltà sul piano operativo"
"Ovviamente - racconta don Domenico Di Pietropaolo - il clima non è stato come quello di sempre, perché si sentiva nell'aria la tristezza per la morte del Papa, ma ci ha consolato la bella omelia del cardinale Parolin il quale, ogni volta che citava Papa Francesco, innescava un applauso molto grande, perché abbiamo ancora nel cuore questo Papa, che è stato un esempio per tutti quanti noi"
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