"Questa è la conversione che forse è nelle mani di voi giovani - afferma l'arcivescovo Valentinetti -. Voi siete quelli che dovrete affrontare il famoso cambiamento d'epoca. Un cambiamento d'epoca e non un'epoca di cambiamenti, come dice Papa Francesco, che ci richiede di rievangelizzare da capo. E direbbe la Dei verbum del Concilio ecumenico Vaticano II, “Verbis gestisque”. Gesù si annuncia con le parole, ma si annuncia con la vita. San Luca ce l’ha raccontato. È questo il messaggio, è questo il testamento che mi permetto di affidarvi"
"Andiamo avanti insieme – raccomanda il Pontefice -, perché il cammino delle religioni sia sempre più amichevole. L’Altissimo ci liberi dalle ombre del sospetto e della falsità; ci conceda di coltivare amicizie solari e fraterne, attraverso il dialogo frequente e la luminosa sincerità delle intenzioni. Non cerchiamo finti sincretismi concilianti, ma custodiamo le nostre identità aperti al coraggio dell’alterità, all’incontro fraterno. Solo così, nei tempi bui che viviamo, potremo irradiare la luce del nostro Creatore"
"Per noi – conclude Giselda Toppetti, coordinatrice della Pastorale scolastica diocesana –, in questo momento, è importantissimo imparare i nuovi gesti, il nuovo modo anche di stare accanto ai ragazzi senza quella autorità, ma piuttosto con quell'autorevolezza che ci permette di essere “amabili e non temuti”, come diceva Don Bosco"
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