"Vogliamo così mettere a fuoco i disvalori -spiega don Antonio Del Casale -, come la violenza a cui giovani e famiglie si stanno abituando, creando una rete poter essere attenti, presenti e collaborativi per cercare di fronteggiare queste emergenze educative nelle diverse realtà"
"La questione di fondo è politica - sottolinea Oliviero Forti, responsabile area Immigrazione di Caritas Italiana - , ovvero non aver avuto il coraggio di dare una risposta coordinata ad un fenomeno che dovrebbe riguardare tutta l’Unione europea. Le paure di alcuni hanno prevalso sulla buona volontà di altri. Alcuni Paesi, tra cui l’Italia, hanno tentato di rimettere al centro la questione dell’immigrazione intesa come rispetto dei diritti e delle procedure, ma dopo gli attentati ha prevalso la paura e l’emotività, che hanno una immediata efficacia sul piano politico"
"Le famiglie non possono essere viste solo come un “terreno da irrigare”, che ricevono passivamente discorsi, insegnamenti o iniziative pastorali “calate dall’alto”. Esse, invece, sono il “seme” che può fecondare il mondo! Sono loro gli evangelizzatori! - ha affermato il cardinal Farrell - Più che i discorsi astratti, infatti, sono le famiglie stesse che testimoniano al mondo, in modo reale e credibile, la bellezza dell’amore familiare"
"Nella ripetizione di vari gesti e attività quotidiane - spiega Alessandra Portinari, presidente di Angsa Abruzzo -, queste persone acquisiscono tranquillità sentendosi a proprio agio e contenendo eventuali impulsi aggressivi. Invece, quando si interrompe la routine, gli autistici vanno in tilt. La sfida quotidiana delle famiglie è quindi quella di ricostruire un programma di azioni da svolgere, difficile da pianificare avendo a disposizione il solo appartamento"
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