"Questa sera - sottolinea l'arcivescovo Valentinetti - abbiamo scelto di lavare i piedi e dei bambini per ricostituirli nella loro dignità, per ricostruirli nel rispetto dell'infanzia molto spesso non considerata e, qualche volta, anche violata. E allora il gesto che stiamo per compiere, vuole essere proprio un gesto di riconciliazione e di comunione, ma umanissimo proprio perché dalla fanciullezza, dall'essere bambini, c'è la possibilità poi di crescere nella verità, nella giustizia, nell'amore, nella pace, nella serenità"
"Per noi – ribadisce Cristiano Verziere, esponente pescarese della Comunità Giovanni XXIII – questa iniziativa non è importante, ma fondamentale perché ci permette di andare avanti dando pasti concreti alle nostre missioni nei Paesi del terzo mondo, così come alle Capanne di Betlemme che in Italia forniscono pasti ai senza dimora e aiuti economici ad adulti che non ricevono alcun tipo di aiuto economico da parte dello Stato"
Il premio è indirizzato a tutte le opere narrative che, aderendo a quelle che sono le dinamiche della vita familiare, mettono in luce il valore della famiglia come luogo di accoglienza, crescita, formazione, riscatto, incontro tra le generazioni, quindi come “soggetto sociale ed educativo delle future generazioni”
"Nella festa del vostro Santo Patrono – scrivono i vescovi della Ceam - vi chiediamo di essere “seminatori di speranza in un domani migliore” per impedire “che le persone si ammalino di solitudine” (papa Francesco) e di far sentire al mondo, senza alcun timore e nell’intelligenza di un sano pluralismo, la voce della Chiesa e degli intellettuali cristiani, in uno scenario mediatico sempre più secolarizzato allo scopo di arricchirlo con l’apporto di riflessioni costruttive"
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