"Oggi - spiega don Gentili -, dinanzi a questo esodo di popoli e di famiglie occorre scendere da cavallo, come il buon samaritano, e farsi prossimi: è l’unico modo per uscire dalla globalizzazione dell’indifferenza denunciata da Papa Francesco. Farsi prossimo e prendersi cura, significa anche aiutare a addomesticare quella cattiva consigliera che è la paura della differenza e fa vedere il fratello come un nemico da cui difendersi"
"Riprendiamo il nostro cammino ancora una volta – esorta monsignor Tommaso Valentinetti -. Portiamo questo lieto annuncio, un annuncio di speranza, un annuncio di bellezza, un annuncio di verità. Fasciamo le piaghe dei cuori spezzati, proclamiamo la libertà agli schiavi, la scarcerazione ai prigionieri - sia quelli che fisicamente vivono queste situazioni, sia quelli che spiritualmente si sentono oppressi. E quest'anno di grazia del Signore sia per consolare tutti, ne abbiamo tanto bisogno di consolazione, e sia perché ci rialziamo dalle tante afflizioni per avere un cuore nuovo e uno spirito nuovo"
"Sogniamo una Chiesa così: eucaristica - rilancia Papa Francesco -. Fatta di donne e uomini che si spezzano come pane per tutti coloro che masticano la solitudine e la povertà, per coloro che sono affamati di tenerezza e di compassione, per coloro la cui vita si sta sbriciolando perché è venuto a mancare il lievito buono della speranza"
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