"Siamo l’unico Paese europeo (tra quelli i cui dati sono disponibili) - rilancia il sociologo Magatti - che investe meno dell’1% sul totale della spesa nazionale nell'istruzione superiore. E gli effetti di queste scelte si vedono sugli anni di istruzioni medi della popolazione italiana. Per queste ragioni, il Paese sembra non aver più futuro, patisce un tradimento di concretezza tra una percentuale troppo bassa di laureati, discipline sbagliate, insegnanti scoraggiati e una percentuale di neet (giovani che né studiano né lavorano) oltre il 20%"
"È decisivo - sottolinea Papa Francesco - avere una speciale attenzione per la qualità della vita lavorativa dei dipendenti, che sono la risorsa più preziosa di un’impresa, in particolare per favorire l’armonizzazione tra lavoro e famiglia"
"Come presidente della sezione italiana di Pax Christi, movimento cattolico internazionale per la pace - osserva monsignor Ricchiuti -, mi sembra irrispettoso coinvolgere come patrono delle Forze Armate colui che, da Papa, denunciò ogni guerra con l’Enciclica “Pacem in terris” e diede avvio al Concilio che, nella Costituzione ‘Gaudium et spes’, condanna ogni guerra totale, come di fatto sono tutte le guerre di oggi"
"Non vanno ignorati - avverte - i segnali che arrivano da una parte di Paese che fa fatica ad affrontare il proprio passato o in cui si strumentalizza il significato della memoria per diversi fini, non ultimi quelli propagandistico-elettorali. Di fronte a queste minacce servono massima vigilanza e l’impegno di tutti"
"Ci sono 3 miliardi di persone al mondo – denuncia Chiara Mariotti, dell’Alto commissariato per i diritti umani dell’Onu - che vivono in Paesi che spendono di più per ripagare il debito, che per l’istruzione e spesa pubblica per la sanità. Se non risolviamo la crisi del debito, non risolviamo le altre questioni fra cui quella climatica"
(c) 2010-2014 - La Porzione ... nel frammento, tutto! - Iscritta al Registro speciale stampa del tribunale di Pescara n. 26/2010