"Ci sarà bisogno – sottolinea don Michele Falabretti - di pazienza nell’ascolto per intercettare le domande, di pazienza nel saperle accompagnare e nel saper spiegare che cosa si sta facendo. Non esistono più parole magiche per la convocazione dei giovani"
"Siamo solo all’inizio di una escalation di violenze - sottolinea Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia - alle quali purtroppo bisogna essere preparati, ecco perché come Unicef chiediamo a tutte le parti in conflitto di proteggere i bambini rimasti all’interno di Mosul o si rischia una carneficina. Donne e bambini non vengono solo usati come scudi umani ma sono vittime di violenze, abusi e reclutamento da parte di Daesh. Siamo molto preoccupati"
Nonostante i segnali di ripresa, i dati dei Centri di ascolto Caritas registrano che la povertà economica non è affatto sconfitta e che moltissimi italiani e stranieri ricorrono a mense e pacchi viveri, perché in difficoltà di fronte a tante spese (affitto e mutuo, abiti, farmaci, bollette, libri scolastici)
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