“Non perdiamo questo tempo di Quaresima favorevole alla conversione!”
"La Quaresima di questo Anno Giubilare - sottolinea Papa Francesco - è, dunque, un tempo favorevole per poter finalmente uscire dalla propria alienazione esistenziale, grazie all’ascolto della Parola e alle opere di misericordia. Se mediante quelle corporali tocchiamo la carne del Cristo nei fratelli e sorelle bisognosi di essere nutriti, vestiti, alloggiati, visitati, quelle spirituali – consigliare, insegnare, perdonare, ammonire, pregare – toccano più direttamente il nostro essere peccatori"
«Non perdiamo questo tempo di Quaresima favorevole alla conversione!». È l’appello con il quale Papa Francesco ha concluso il suo messaggio per la Quaresima 2016, sul tema “Misericordia io voglio e non sacrifici (Mt 9,13). Le opere di misericordia nel cammino giubilare”.
Nel documento, presentato nei giorni scorsi in Vaticano, il Pontefice ha richiamato l’auspicio espresso nella Misericordiae vultus: «Che la Quaresima di quest’anno giubilare – sottolinea il Papa -, (che si aprirà dopo domani, mercoledì delle Ceneri), sia vissuta più intensamente come momento forte per celebrare e sperimentare la misericordia di Dio».
Continui, poi, i rimandi del messaggio alla bolla d’indizione dell’Anno Santo: «La misericordia di Dio – spiega il Pontefice -, è un annuncio al mondo: ma di tale annuncio, ogni cristiano è chiamato a fare esperienza in prima persona».
Da qui l’annuncio: «Per questo – svela il Santo Padre – nel tempo della Quaresima invierò i Missionari della Misericordia, perché siano per tutti un segno concreto della vicinanza e del perdono di Dio, che si mostra sempre ricco di misericordia, pronto in ogni circostanza a riversare sul suo popolo una tenerezza e una compassione viscerali, soprattutto nei momenti più drammatici».
Nel Figlio “fatto uomo”, secondo Papa Bergoglio, Dio riversa la sua misericordia senza limiti fino al punto da farne la Misericordia incarnata, cuore pulsante “del kerygma apostolico: «La misericordia – precisa il Sommo Pontefice – esprime il comportamento di Dio verso il peccatore, offrendogli un’ulteriore possibilità per ravvedersi, convertirsi e credere, ristabilendo proprio così la relazione con Lui».
La Quaresima di questo Anno Giubilare è, dunque, un tempo favorevole: «Per poter finalmente uscire – continua Papa Francesco – dalla propria alienazione esistenziale grazie all’ascolto della Parola e alle opere di misericordia. Se mediante quelle corporali tocchiamo la carne del Cristo nei fratelli e sorelle bisognosi di essere nutriti, vestiti, alloggiati, visitati – spiega -, quelle spirituali – consigliare, insegnare, perdonare, ammonire, pregare – toccano più direttamente il nostro essere peccatori».
Le opere corporali e quelle spirituali non vanno perciò mai separate: «Proprio toccando nel misero la carne di Gesù crocifisso – ricorda il Papa -, il peccatore può ricevere in dono la consapevolezza di essere egli stesso un povero mendicante. Attraverso questa strada anche i superbi, i potenti e i ricchi hanno la possibilità di accorgersi di essere immeritatamente amati dal Crocifisso, morto e risorto anche per loro».
Per Francesco, ancora, solo in questo amore c’è la risposta a quella sete di felicità e di amore infiniti che l’uomo si illude di poter colmare mediante gli idoli del sapere, del potere e del possedere. Per questo, di fronte al pericolo che i superbi, i ricchi ed i potenti finiscano per condannarsi da sé a sprofondare in quell’eterno abisso di solitudine che è l’inferno, il Pontefice invita ad un ascolto operoso della Parola.