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Ddl Zan, Cei: “Non si può combattere la discriminazione con l’intolleranza”

"Ora – aggiungono 70 associazioni no profit -, il Senato è pertanto chiamato a un radicale cambio di passo e deve, innanzitutto, abbandonare ogni velleità etica di imporre modelli culturali al Paese con la forza del potere legislativo"

Lo ha affermato la Presidenza della Conferenza episcopale italiana riunitasi il 26 aprile

La Camera dei deputati

La Presidenza della Conferenza episcopale italiana, riunitasi il 26 aprile, oggi è tornata a prendere posizione in merito al disegno di legge Zan sull’omofobia omofobia, già approvato dalla Camera dei deputati e in discussione al Senato, che continua a far discutere: «Una legge che intende combattere la discriminazione – osservano i vescovi italiani – non può e non deve perseguire l’obiettivo con l’intolleranza, mettendo in questione la realtà della differenza tra uomo e donna. In questi mesi, sono affiorati diversi dubbi sul testo del ddl Zan in materia di violenza e discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere, condivisi da persone di diversi orizzonti politici e culturali. È necessario che un testo così importante cresca con il dialogo e non sia uno strumento che fornisca ambiguità interpretative».

Quindi la Cei ha precisato il proprio impegno «a raggiungere ogni persona, in qualunque situazione esistenziale si trovi, in particolare chi sperimenta l’emarginazione culturale e sociale e il pensiero va in particolare ai nostri fratelli e sorelle, alle nostre figlie e ai nostri figli, che sappiamo esposti anche in questo tempo a discriminazioni e violenze». Ciò premesso, la Presidenza della Cei ha poi ribadito «serenamente la singolarità e l’unicità della famiglia, costituita dall’unione dell’uomo e della donna».

Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana – Ph: Cristian Gennari/Siciliani

Nel contempo, i vescovi italiani hanno riconosciuto la necessità di «doverci lasciar guidare ancora dalla Sacra Scrittura, dalle Scienze umane e dalla vita concreta di ogni persona per discernere sempre meglio la volontà di Dio. Auspichiamo quindi che si possa sviluppare nelle sedi proprie un dialogo aperto e non pregiudiziale, in cui anche la voce dei cattolici italiani possa contribuire alla edificazione di una società più giusta e solidale».

Una presa di posizione, quella della Presidenza della Conferenza episcopale italiana, in cui si sono riconosciute anche 70 associazioni no profit: «Condividiamo e sosteniamo – affermano – il giudizio dei vescovi che vorrebbe imporre per legge la opzione antropologica gender. La vera domanda che dovrebbe seriamente interrogare i player politici è perché la Conferenza episcopale italiana sia stata costretta a intervenire di nuovo sull’argomento, dopo il chiarissimo comunicato che già aveva diramato sulla questione il 10 giugno 2020. Ci sembra molto grave che i gruppi parlamentari, che hanno licenziato lo scorso novembre 2020 il testo alla Camera, non abbiano minimamente voluto ascoltare o almeno considerare quel giudizio. Infatti, quel testo, ora al Senato, ancora disconosce, per usare le parole che ora i vescovi sono costretti a ripetere, “la realtà della differenza tra uomo e donna”».

Da qui l’appello delle 70 associazioni: «Ora – esortano gli enti -, il Senato è pertanto chiamato a un radicale cambio di passo e deve, innanzitutto, abbandonare ogni velleità etica di imporre modelli culturali al Paese con la forza del potere legislativo».

Firmatati della nota sono: info@polispropersona.it, Alleanza Cattolica, Ass. Amici di Lazzaro, Ass. Articolo 26, Ass. Cuore Azzurro, Ass. Cerchiamo il Tuo volto, Collatio.it, Ass. Convergenza Cristiana, Ass. Costruire Insieme, Ass. Culturale Zammeru Masil, Ass. Difendere la vita con Maria, Ass. Donum Vitae, Ass. Esserci, Ass. Etica & Democrazia, Ass. FamigliaSI, Ass. Family Day- Difendiamo I Nostri Figli, Ass. Il Crocevia, Aippc – Ass. Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici, Ass. L’albero, Ass. Liberi e Forti, Associazioni Medici Cattolici Italiani, Ass. Nuova Generazione, Ass. naz. Pier Giorgio Frassati, Ass. Nonni 2.0, Ass. Non si tocca la famiglia, Ass. Politicainsieme, Ass. Progetto culturale, Ass. Proposte per Roma, Ass. Pro Vita & Famiglia, Ass. Generazione Famiglia, Ass. Radici, Ass. Rete Popolare, Ass. Risveglio, Ass. Umanitaria Padana, Ass. Vita Nuova – Rete Italia Insieme, Ass. Vivere Salendo, Associazione volontariato Opera Baldo, Avvocatura In Missione, Associazione nazionale autonoma professionisti (Anaps), Ass. Vita consacrata per la Lombardia (Avcl), A.Ge. LAZIO, Centro nazionale economi di comunità (Cnec), Centro italiano di promozione e di assistenza per la famiglia, Centro internazionale Giovanni Paolo II e per il magistero sociale della Chiesa, Centro Studi Livatino, Circoli insieme, Comitato Sale per la dottrina sociale, Civiltà dell’Amore, Commissario Lazio Accademia di storia dell’arte sanitaria, Comunità Papa Giovanni XXIII, Confederazione internazionale del clero, Conferenza italiana superiori maggiori (Cism), CulturaCattolica.it, Fondazione De Gasperi, Forum Cultura Pace e Vita Ets, Forum delle Associazioni sociosanitarie, Giuristi per la Vita, International Family News, La Casa dei Diritti, Movimento cristiano lavoratori (Mcl), Movimento Per: Politica, Etica, Responsabilità, Movimento per la Vita, Movimento Regina dell’amore, Osservatorio di bioetica di Siena, Osservatorio parlamentare “Vera lex?”, Presidenza Comitato scientifico Fondazione Fiorentino Sullo, Presidenza Comitato scientifico Ucid, Presidenza onoraria Società italiana di bioetica e comitati etici, Rete Liberi di educare, Scuola di Cultura Cattolica, Steadfast, Unione superiori maggiori (Usmi).

About Davide De Amicis (3678 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa metropolitana di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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