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Migranti e rifugiati: “Far vivere alle comunità la realtà non mediata da stampa e TV”

Oliviero Forti, Caritas Italiana: «La sfida è ripartire dalle comunità; la pandemia ha esasperato ogni ambito della quotidianità, ma solo lavorando per e insieme alle comunità potremo raggiungere il cambiamento auspicato: non c'è norma o decisione politica che possa farlo meglio»

Verso la Giornata Mondiale del Rifugiato 2021: l’intervista ad Oliviero Forti di Caritas Italiana nella puntata del programma “Binario 1” andata in onda oggi su Radio Speranza.

Oliviero Forti in attesa di raggiungere i beneficiari di un Corridoio Umanitario.

A pochi giorni dalla Giornata Mondiale del Rifugiato di domenica 20 giugno, è andata in onda su Radio Speranza la puntata del programma Binario 1, a cura della Caritas diocesana di Pescara-Penne, dal titolo “We Welcome” con ospite Oliviero Forti, Responsabile Politiche Migratorie e Protezione Internazionale di Caritas Italiana. E’ stata l’occasione per una riflessione sulla situazione di migranti e rifugiati in questo ultimo anno e mezzo segnato dalla pandemia e su come, attraverso sistemi di inclusione virtuosi, è possibile accogliere in sicurezza coinvolgendo tutta la comunità civile.

«Il Covid-19 paradossalmente non ha avuto un grande impatto sulla mobilità dai paesi terzi, a differenza di quella relativa invece all’area Schengen. – sottolinea Oliviero Forti – In questo anno e mezzo, poi, di migrazioni si è parlato abbastanza poco. La pandemia ha accumunato un po’ le condizioni di difficoltà di tutti e il tema dei migranti è rimasto solo nella narrazione ostile dei soliti noti e non tanto delle persone in generale».

Rispetto al tema della sensibilizzazione verso le condizioni di migranti e rifugiati, la chiave per ripartire nel post pandemia può essere quella di un coinvolgimento attivo delle comunità locali, cercando di mettere in luce tutto il bello che l’accoglienza concede: «La sfida è ripartire dalle comunità – continua Forti – la pandemia ha esasperato ogni ambito della quotidianità, ma solo lavorando per e insieme alle comunità potremo raggiungere il cambiamento auspicato: non c’è norma o decisione politica che possa farlo meglio».

Proprio riguardo al coinvolgimento delle comunità come ambito e strumento di inclusione, si è messa in evidenza la promozione dei Corridoi Umanitari, una pratica che «sposta il focus sulle comunità aiutandole a prendere coscienza di una sfida che si vince insieme; comunità che comunque devono essere aiutate e sostenute. Trasferire profughi attraverso i Corridoi Umanitari – spiega il Responsabile Politiche Migratorie e Protezione Internazionale di Caritas Italiana – significa implementare un sistema virtuoso di accoglienza e inserimento. E’ necessario far vivere alle comunità un’esperienza non mediata da stampa e TV, ma davvero diretta e da protagonisti. Come Caritas abbiamo innanzitutto una funzione pedagogica e non dobbiamo rischiare di essere percepiti come meri erogatori di servizi».

Poi un annuncio: «Il 23 giugno prossimo trasferiremo in Italia 43 profughi dal Niger in tutta sicurezza cercando di dare risposte ai loro bisogni. Si tratta di persone provenienti da diversi paesi, luoghi specchio di quella parte del continente africano dilaniato da guerre e violenze».

In chiusura un passaggio sul rischio di intensificazione di situazioni di sfruttamento lavorativo e schiavitù, soprattutto in ambito agricolo, in un periodo in cui il post pandemia vedrà l’economia alle prese col suo lato più selvaggio cercando di recuperare in fretta il tempo e il denaro perso: «Lo sfruttamento purtroppo è un tema che non va mai fuori moda – puntualizza Oliviero Forti – anche durante il picco della pandemia e il lockdown, per garantire cibo sulle nostre tavole, nel settore agricolo ci sono stati molti casi di sfruttamento lavorativo e caporalato. Con il progetto SIPLA e i suoi presidi (leggi qui articolo per approfondire), riusciamo ad essere attenti ai bisogni dei lavoratori più fragili del settore e con prontezza ad intervenire nelle situazioni di mancata tutela dei loro diritti. Per fare un esempio – conclude – a Ragusa abbiamo ottenuto l’accesso alle vaccinazioni anti covid per i migranti impegnati nei campi e nel lavoro agricolo».

[Per l’intervista completa: puntata in replica alle 18:30 e sabato alle 21:30 – Radio Speranza 87.6 FM area Pescara-Chieti | streaming qui]

About Giannicola D'Angelo (86 Articles)
Giornalista e laureato in Sociologia presso l'Università degli Studi "G. D'Annunzio" di Chieti, si occupa dell'Ufficio comunicazione della Caritas diocesana di Pescara-Penne, studi sociali e Osservatorio diocesano povertà e risorse. Oltre alla collaborazione con il notiziario "La Porzione.it" è autore e conduttore del programma radiofonico "Binario 1" in onda su Radio Speranza.