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“Non serve una legge sul fine vita, ma per accompagnare la vita”

"Dobbiamo essere capaci - esorta l'arcivescovo Valentinetti - di fare un salto di qualità per essere capaci di introdurci sempre di più nel mistero del Dio della vita. Di un Dio della vita che vuole comunicare vita a tutta l’umanità, che vuole il nostro impegno personale per comunicare vita, per accogliere la vita che cresce, per accompagnarla, per accogliere la vita nel suo ultimo tratto di strada sulla faccia della terra, per accogliere la vita dove essa non è conosciuta nella sua pienezza e nella sua bellezza"

Lo ha affermato ieri l’arcivescovo Valentinetti, celebrando la messa nella 44ª Giornata nazionale per la vita

Monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, pronuncia l'omelia

È stato “Custodire ogni vita” il tema della 44ª Giornata nazionale per la vita, che ieri la Chiesa di Pescara-Penne ha celebrato con un messa, presieduta dall’arcivescovo monsignor Tommaso Valentinetti, nella parrocchia di Cristo Re a Pescara.

I fedeli presenti ieri nella parrocchia di Cristo Re

Nell’omelia, il presule ha affrontato traendo spunto dal Vangelo della pesca miracolosa, avvenuta su indicazione di Gesù dopo che i pescatori non avevano preso nulla per tutta la notte: «E Gesù – osserva il presule -, alla fine, dice a Simone “Non temere, sarai “catturatore di uomini”. In questa Giornata per la vita, mi piace tradurre questa parola “Sarai catturatore di uomini per la vita”. Fratelli, sorelle, credo che su questa scia della Parola che ci è stata donata oggi, dobbiamo essere capaci di fare un salto di qualità per essere capaci di introdurci sempre di più nel mistero del Dio della vita. Di un Dio della vita che vuole comunicare vita a tutta l’umanità, che vuole il nostro impegno personale per comunicare vita, per accogliere la vita che cresce, per accompagnarla, per accogliere la vita nel suo ultimo tratto di strada sulla faccia della terra, per accogliere la vita dove essa non è conosciuta nella sua pienezza e nella sua bellezza. Anzi, viene disprezzata, viene in qualche modo abbruttita».

I contatti del Centro di aiuto alla vita di Pescara

In seguito, l’arcivescovo Valentinetti ha ricordato l’impegno del Movimento per la vita, attivo in Italia dal 1975 e a Pescara dal 1981 per difendere la vita dal concepimento alla morte naturale. Ieri, in particolare, in 23 parrocchie pescaresi è stato presente il Centro di aiuto alla vita, che ha raccolto fondi per aiutare la maternità difficile di 18 mamme con altrettanti bambini da 0 a 3 anni. Un contributo che lo stesso arcivescovo ha invitato ad elargire: «Ma, fratelli, sorelle, questo basta? – interroga -. Ce la facciamo solo con il nostro impegno personale o, forse, non dovremmo essere più attenti perché ci siano delle politiche sociali, delle politiche che – in qualche modo – favoriscono l’accoglienza della vita? Se dei genitori, oggi, vogliono mettere al mondo dei bambini, siamo sicuri che hanno le possibilità e le capacità di adeguare il loro cammino, perché questi figli crescano nel modo migliore possibile, secondo anche la realtà della società in cui noi stiamo vivendo? Certamente, guardando sempre all’essenzialità e alla sobrietà, sono attenzioni che dovremmo chiedere, così come le attenzioni per accompagnare chi conclude la vita. Non tanto una legge sul fine vita, ma una legge per accompagnare la vita fino a quando essa possa essere custodita nella maniera migliore possibile».

Ciò ovviamente richiede di assumere degli impegni precisi: «Certamente – ammette monsignor Tommaso Valentinetti – ci sono degli sforzi economici da fare, ma questi sforzi economici degli stati e delle nazioni, dei popoli e delle collettività, a favore di chi vengono portati? A favore della costruzione delle armi e di opere di morte. O possono, forse, essere messi a disposizione per le opere della vita? Le nostre buone volontà e i nostri gesti di carità, sono tutti fondamentali e il nostro essere compartecipi di questo mistero della vita, che deve nascere, crescere, svilupparsi e morire, sicuramente sono importantissimi. Ma occorre anche uno sforzo collettivo e, come credenti, siamo necessitati a chiederlo, non ci possiamo tirare indietro. E anche se siamo peccatori (“Allontanati da me Signore, perché sono peccatore”), abbiamo l’ardire di volerci schierare con tutte quelle generazioni che si sono fatte portatrici del Vangelo della vita e, soprattutto, di quelle generazioni che hanno creduto fortemente. Siamo stati chiamati per essere “catturatori della vita”».

Patrizia Ciaburro, presidente del Centro di aiuto alla vita di Pescara

Al termine della celebrazione eucaristica, sono stati tanti i contributi affidati al Centro di aiuto alla vita di Pescara: «L’obiettivo è sempre lo stesso – rilancia la presidente Patrizia Ciaburro -. Da oltre 40 anni noi assistiamo mamme in difficoltà, in gravidanza o con bambini da 0 a 3 anni. Questo significa che noi prendiamo in carico la mamma in gravidanza, l’accompagniamo per tutta la gestazione e poi accompagniamo il suo bambini fino al compimento del terzo anno. Ma non siamo così ferrei e, se occorre, proseguiamo anche oltre. Offriamo assistenza con l’ausilio di psicologi e assistenti sociali e poi, in concreto, forniamo vestiario, giochi e soprattutto il cibo: latte, pannolini, omogeneizzati, biscotti e medicinali. Tutto ciò che fa di un bimbo appena nato, un ometto di 3 anni. Le offerte in denaro raccolte hanno proprio la funzione di acquistare questi beni». Sarà possibile contribuire nelle parrocchie pescaresi anche nelle prossime domeniche, rivolgendosi agli incaricati presenti o ai parroci. Il Centro di aiuto alla vita è operativo attraverso il centro di ascolto in via Mezzanotte 92 e il centro di distribuzione in via Tavo 248 a Pescara.

About Davide De Amicis (3964 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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