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Web sicuro: “Le regole diamole come comunità, ascoltando i bambini”

Lo ha affermato Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, in occasione del Safer internet day

Oggi ricorre il Safer internet day, la Giornata per l’internet sicuro 2022 e, per l’occasione, ieri a Milano il Telefono Azzurro ha avviato una due giorni di convegno dal tema “Nell’universo digitale servono diritti reali”, dal quale è emerso come sia necessaria una collaborazione tra società civile, istituzioni, Terzo settore, legislatore e aziende per promuovere una nuova cultura e nuove prassi, che garantiscano i diritti di tutti nel mondo digitale: «Il metaverso è una grande opportunità per tutti e questo è il motivo per cui oggi siamo qui a discutere – premette Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro –. Domani vorremmo però che le tematiche che emergeranno in queste due giornate possano essere portate alle istituzioni e al legislatore, perché questo tema è centrale per il futuro del nostro Paese. Bisogna investire in educazione e formazione, creare una forte alleanza tra ricerca, mondo accademico, società civile, associazioni come Telefono Azzurro e aziende. Bisogna creare una comunità che guarda al digitale in positivo, ma si impegna a individuare e attivare le misure di protezione che, in parte, devono essere già integrate negli strumenti del mondo digitale. Le regole ce le dobbiamo dare come comunità, ascoltando i bambini».

E il Telefono Azzurro è nato 33 anni fa proprio per ascoltare i bambini in difficoltà e stato di disagio: «La capacità di ascolto dei più piccoli è sempre stata centrale nella nostra attività – ricorda Caffo – e già da molto ci siamo accorti che la presenza del digitale nella vita quotidiana dei giovanissimi stava acquisendo sempre più importanza, mentre la situazione tendeva a essere sottostimata dagli adulti».

Ernesto Caffo, presidente Telefono Azzurro

D’altra parte, una ricerca sviluppata da Telefono Azzurro con Doxa Kids mostra come negli ultimi due anni sia molto aumentato l’uso del web da parte dei più giovani. Molte delle attività svolte online sono indirizzate alla conoscenza, ma gran parte di queste si svolgono in solitudine da parte del bambino: «È importante porre attenzione a tematiche come il gaming (l’utilizzo dei videogiochi online) – ammonisce il presidente di Telefono Azzurro -, che attrae i giovani in quanto rappresenta un’occasione per acquisire esperienze sempre più immersive. Allo stesso tempo, però, rappresenta una grande sfida e porta nuovi rischi».

Il tempo che i ragazzi passano in rete è alto, giocano, chattano, guardano video; nel farlo conoscono altri coetanei, condividono valore e codici di riferimento che vanno conosciuti dai genitori per capire dove e come si formano i processi cognitivi dei loro figli: «Il gaming però – aggiunge Ernesto Caffo – può diventare anche strumento molto interessante per agganciare i ragazzi da parte delle scuole. Il gioco è uno strumento positivo se usato bene e gli adulti devono essere accanto ai ragazzi in questo percorso».

Nel corso dei lavori il professor Giovanni Ziccardi, associato di Filosofia del diritto all’Università degli studi di Milano, ha rilevato come da anni si discuta di questi temi, ma sempre all’interno di un mondo di adulti che è ignaro del nuovo profilo dei nativi digitali. Al contrario, le iniziative più belle ed efficaci di su questi temi – ultimamente – sono arrivate proprio dai ragazzi. In seguito Giuseppe Riva, professore ordinario di Psicologia generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, esperto di neuroscienze, ha messo in luce come dopo la pandemia i giovani siano sempre più online, riducendo la qualità della loro esperienza. Infatti, questo tempo trascorso sul web non produce gli stessi effetti positivi di un contatto reale, avvenuto con le relazioni tradizionali, e i giovani finiscono per sentirsi sempre più soli.

Un altro tema discusso, è stato poi quello dei giovani che usano soprattutto il digitale per informarsi e, a tal proposito, secondo il Telefono Azzurro è necessario discutere sulle responsabilità che hanno gli operatori della comunicazione nella costruzione della realtà percepita dai giovani. Parlando poi di social media, è emerso come demonizzarli non migliora la nuova società. Il loro ruolo è da considerarsi importante, ma il tema importante è la necessaria formazione ed educazione degli adulti, che spesso non conoscono l’ambiente in cui i loro figli trascorrono gran parte delle giornate: «Nel mondo digitale – conclude il Telefono Azzurro – ci devono essere regole e contrasto dei crimini, esattamente come avviene nel mondo reale e le regole vanno sviluppate insieme da tutti i soggetti interessati, perché siano efficaci per quella che è la realtà effettiva del digitale e perché non siano obsolete ancora prima di essere attuate. E in questo bisogna superare le differenze culturali tra i vari Stati, perché tutti hanno comunque al centro la dignità dell’individuo e da questo sono uniti».

About Davide De Amicis (3876 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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