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“Ragazzi, avete il fiuto per trovare il Signore: non perdetelo!”

"Questa, credo, è la piazza più bella che si potesse sognare - commenta il presidente della Cei Bassetti -. Ma la gioia di oggi non deve far dimenticare, a noi e a loro, la fatica e la sofferenza dei mesi trascorsi. Non sono dei grandi spensierati i ragazzi che stanno davanti a Lei – aggiunge il cardinale rivolgendosi a Papa Francesco -. Hanno sofferto, molto, durante gli ultimi due anni. Più degli adulti sono spesso piombati in una solitudine che nessuna tecnologia ha potuto evitare"

Lo ha affermato ieri Papa Francesco, rivolgendosi agli 80 ragazzi italiani presenti in piazza San Pietro

Papa Francesco parla ai gli 80 mila ragazzi in piazza San Pietro

Si stimavano 57 mila ragazzi presenti e invece, ieri pomeriggio, erano 80 mila (tra cui 235 ragazzi provenienti dall’Arcidiocesi di Pescara-Penne) i partecipanti all’Incontro dei preadolescenti e degli adolescenti italiani con Papa Francesco in piazza San Pietro dal tema #Seguimi, organizzato dal Servizio nazionale della Pastorale giovanile Cei. Ad accompagnare i ragazzi sono stati 60 vescovi e tantissimi catechisti ed educatori.

Piazza San Pietro gremita da 80 mila ragazzi

E il Papa, dopo aver attraversato la piazza in Papa mobile fino a giungere via della Conciliazione, ha presieduto una veglia di preghiera con loro: «Oltre alla pandemia – afferma -, l’Europa sta vivendo una guerra tremenda, mentre continuano in tante regioni della Terra ingiustizie e violenze che distruggono l’uomo e il pianeta. Spesso sono proprio i vostri coetanei a pagare il prezzo più alto. Non solo la loro esistenza è compromessa e resa insicura, ma i loro sogni per il futuro sono calpestati. Tanti fratelli e sorelle attendono ancora la luce della Pasqua. Grazie di essere qui!».

Questo il saluto del Pontefice ad una piazza finalmente tornata a riempirsi: «Questa piazza – sottolinea – attendeva da tempo di riempirsi della vostra presenza, dei vostri volti e del vostro entusiasmo. Due anni fa, il 27 marzo, venni qui da solo per presentare al Signore la supplica del mondo colpito dalla pandemia. Forse, quella sera, eravate anche voi nelle vostre case davanti al televisore a pregare insieme alle vostre famiglie. Sono passati due anni con la piazza vuota e alla piazza gli è successo come quando noi facciamo il digiuno. La piazza ha sofferto il digiuno, e ora è piena di voi! Oggi, grazie a Dio, siete qui, insieme, venuti da ogni parte d’Italia, nell’abbraccio di questa piazza e nella gioia della Pasqua che abbiamo appena celebrato».

Quindi il Santo Padre ha fatto un riferimento alla piazza appena trascorsa: «Ieri abbiamo accolto la luce di Gesù Risorto – ricorda -, che ha vinto le tenebre della morte. Purtroppo, sono ancora dense le nubi che oscurano il nostro tempo. Ci sono momenti in cui la vita ci mette a dura prova, ci fa toccare con mano le nostre fragilità e ci fa sentire nudi, inermi, soli. Quante volte in questo periodo vi siete sentiti soli, lontani dai vostri amici? Quante volte avete avuto paura? Non bisogna vergognarsi di dire: ho paura del buio! Titti noi abbiamo paura del buio! Le paure vanno dette, bisogna esprimerle per mandarle via! Vanno messe alla luce e quando vengono messe alla luce, scoppia la verità! Il buio ci mette in crisi, è vero, ma durante le crisi si deve parlare: vanno illuminate, per vincerle!».

Nella parte conclusiva del suo discorso, Papa Bergoglio ha riconosciuto una qualità ai ragazzi: «Voi non avete l’esperienza dei grandi – riconosce -, ma avete il “fiuto” per trovare il Signore: non perdetelo! Il fiuto vi porti alla generosità. Non abbiate paura della vita, la vita è bella, per darla agli altri, per condividerla con gli altri! É importante che andiate avanti. Le paure illuminarle, il coraggio condividerlo e il fiuto della vita, non perderlo». Quindi un riferimento alla Vergine Maria: «Nei momenti di difficoltà – conclude Papa Francesco –, i bambini chiamano la mamma. Lei aveva quasi la vostra età quando accolse la sua vocazione straordinaria di essere la mamma di Gesù. Vi aiuti lei a rispondere con fiducia il proprio ‘Eccomi’ al Signore. Lei vi insegni a dire ‘Eccomi’ e a non avere paura. Coraggio e avanti!».

L’intervento del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei

Ad introdurre la veglia di preghiera con il Papa, è stato il saluto del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana: «Finalmente siamo qui, insieme e vicini – gioisce il porporato -. Questa, credo, è la piazza più bella che si potesse sognare. Ma la gioia di oggi non deve far dimenticare, a noi e a loro, la fatica e la sofferenza dei mesi trascorsi. Non sono dei grandi spensierati i ragazzi che stanno davanti a Lei – aggiunge il cardinale rivolgendosi a Papa Francesco -. Hanno sofferto, molto, durante gli ultimi due anni. Più degli adulti sono spesso piombati in una solitudine che nessuna tecnologia ha potuto evitare. E il male della solitudine ne produce molti altri. Sono mali che spesso non si vedono, che si annidano dentro al cuore e che rendono più acute le difficoltà nell’affrontare i rapporti con gli altri, lo studio, gli impegni vari della vita di tutti i giorni. Hanno dovuto fare i conti con la fragilità del corpo e della malattia. Alcuni di loro hanno visto in faccia la morte, quella dei nonni, delle persone care, degli amici. Sono stati costretti a volersi bene senza potersi manifestare l’affetto. Hanno cercato di portare avanti i loro percorsi formativi davanti ad uno schermo. Hanno scoperto che il sapere non ha sapore, se è soltanto una ricerca solitaria. Sono affiorate nel loro cuore le domande che ogni adolescente si pone sul perché si vive, perché si soffre e perché si muore. Il futuro è apparso loro oscuro e incerto. Ma questo ha permesso a noi adulti di sentirci più fraterni con loro, perché quelle domande sono anche le nostre. Eppure e nonostante tutto, ci hanno sorpresi. Questa piazza piena di ragazzi e traboccante di entusiasmo è la loro risposta».

Prima del momento di preghiera con Papa Francesco, i ragazzi hanno ascoltato la musica di due protagonisti dell’ultimo Festival di Sanremo: il vincitore Blanco e Matteo Romano. Quindi ha portato la sua testimonianza Mattia Piccoli, 12 anni, premiato il 14 dicembre 2021 con l’attestato di Alfiere della Repubblica dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per aver aiutato il padre colpito a 40 anni da Alzheimer precoce: «Non ho mai fatto nulla controvoglia o per obbligo – racconta -, ho voluto aiutare mio papà come atto di amore, pensando a tutto quello che lui aveva fatto per me».

About Davide De Amicis (3876 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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