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“Annunciare il Vangelo per vincere la paura, questo è il segreto”

"Giustamente - osserva il Papa - noi ci scandalizziamo quando, attraverso l’informazione, scopriamo menzogne e bugie nella vita delle persone e nella società. Ma diamo un nome anche alle falsità che abbiamo dentro! E mettiamo queste nostre opacità davanti alla luce di Gesù risorto. Egli vuole portare alla luce le cose nascoste, per farci testimoni trasparenti e luminosi della gioia del Vangelo, della verità che ci fa liberi"

Lo ha affermato oggi Papa Francesco

Papa Francesco impartisce la benedizione al Regina Caeli

È stato un invito forte quello lanciato stamani da Papa Francesco, nel Regina Caeli del Lunedì dell’Angelo, in vista dei giorni dell’ottava di Pasqua da egli stesso definiti “come un unico giorno in cui si prolunga la gioia della Risurrezione”: «Uscire dalle tombe delle nostre paure – esorta il Papa -. Perché le nostre paure sono come le tombe, ci seppelliscono dentro. Il Signore sa che i timori sono i nostri nemici quotidiani. Sa pure che le nostre paure nascono dalla grande paura, la paura della morte. Paura di svanire, di perdere le persone care, di star male, di non farcela più… Ma a Pasqua Gesù ha vinto la morte. Nessun altro, dunque, può dirci in modo più convincente “Non temete, non avere paura”. Il Signore lo dice proprio lì, accanto al sepolcro da cui è uscito vittorioso. Egli sa che il timore sta sempre accovacciato alla porta del nostro cuore e che abbiamo bisogno di sentirci ripetere “Non temere, non avere paura al mattino di Pasqua, come al mattino di ogni giorno. Fratello, sorella che credi in Cristo, non temere! “Io – ti dice Gesù – ho provato per te la morte, ho preso su di me il tuo male. Ora sono risorto per dirti: Sono qui, con te, per sempre. Non temere, non abbiate paura!”».

Dunque la paura, a detta del Santo Padre, ci blocca: «Ci chiude sempre in noi stessi – sottolinea -. Gesù, invece, ci fa uscire e ci manda agli altri. “Ma io – possiamo dire – non sono capace!”. Ma al Signore non importa. A lui importa che si esca e si annunci. Uscire e annunciare. Perché la gioia pasquale non è da tenere per sé. La gioia di Cristo si rafforza donandola, si moltiplica condividendola».

Da qui l’invito di Papa Bergoglio: «Se ci apriamo e portiamo il Vangelo – sottolinea -, il nostro cuore si dilata e supera la paura. Questo è il segreto. Annunciare per vincere la paura. No, allora, alla falsità, alla logica dell’occultamento, che si oppone all’annuncio della verità. Le falsità – nelle parole e nella vita – inquinano l’annuncio, corrompono dentro, riportano al sepolcro. Il Risorto, invece, ci vuole far uscire dai sepolcri delle falsità e delle doppiezze. Il potere del denaro, quel ‘signore’ che Dio dice di non seguire mai».

Il denaro viene quindi definito da Papa Francesco come un altro “deo”: «Che rovina tutto, corrompe tutto – ammonisce -. Nella vita quotidiana, la tentazione di adorare il ‘deo’ denaro. Giustamente noi ci scandalizziamo quando, attraverso l’informazione, scopriamo menzogne e bugie nella vita delle persone e nella società. Ma diamo un nome anche alle falsità che abbiamo dentro! E mettiamo queste nostre opacità davanti alla luce di Gesù risorto. Egli vuole portare alla luce le cose nascoste, per farci testimoni trasparenti e luminosi della gioia del Vangelo, della verità che ci fa liberi».

Infine, la preghiera di affidamento alla Madonna: «Maria, la Madre del Risorto – prega il Papa -, ci aiuti a vincere le nostre paure e ci doni la passione per la verità. Il potere del denaro, quel signore he Dio dice di non seguire mai. Di fronte al Signore c’è un altro deo, il deo denaro che rovina tutto, corrompe tutto… Nella vita quotidiana, la tentazione di adorare il ‘deo’ denaro».

In coda i saluti alle decine di migliaia di fedeli giunti in piazza San Pietro: «Di nuovo Buona Pasqua a tutti voi, romani e pellegrini di vari paesi. La grazia del Signore Risorto – auspica successivamente – doni conforto e speranza a quanti sono nella sofferenza: nessuno sia abbandonato. Le liti, le guerre, le contese lascino il posto alla comprensione, alla riconciliazione – auspica il Pontefice, che ha esortato a “sottolineare questa parola sempre, riconciliazione” -. Perché quello che ha fatto Gesù sul Calvario e con la sua Risurrezione è riconciliare tutti noi con il Padre, con Dio fra di noi. Dio ha vinto la battaglia decisiva col male: lasciamo vincere lui, rinunciamo ai nostri piani umani, convertiamoci ai suoi disegni di pace e di giustizia».

Prima di chiudere, Francesco ha ricordato del suo incontro con 57 mila adolescenti e preadolescenti italiani, che si sta svolgendo proprio in questi minuti e culminerà con la veglia di preghiera presieduta dal Santo Padre: «Oggi pomeriggio – ricorda – qui in piazza incontrerò più di 50 mila adolescenti provenienti da ogni parte dell’Italia. Un bel segno di speranza. Già ce ne sono alcuni, per questo la piazza è preparata così. A tutti auguro di vivere questi giorni pasquali nella pace e nella gioia che vengono dal Cristo Risorto. Per favore, continuate a pregare per me».

About Davide De Amicis (4020 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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