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Vita familiare: “Dio la rende un viaggio meraviglioso da fare con Lui”

"Ogni vostra famiglia ha una missione da compiere nel mondo, una testimonianza da dare – esorta il Papa -. Qual è la parola che il Signore vuole dire con la nostra vita alle persone che incontriamo? Quale passo in più chiede oggi alla nostra famiglia? Mettetevi in ascolto. Lasciatevi trasformare da lui, perché anche voi possiate trasformare il mondo e renderlo ‘casa’ per chi ha bisogno di essere accolto, per chi ha bisogno d’incontrare Cristo e di sentirsi amato. Dobbiamo vivere con gli occhi puntati verso il cielo"

Lo ha affermato ieri Papa Francesco, aprendo il decimo Incontro mondiale delle famiglie a Roma

Papa Francesco

Ieri sera è stato Papa Francesco ad aprire il decimo Incontro mondiale delle famiglie di Roma dal tema “L’Amore familiare, vocazione e via di Santità”, che si concluderà il 26 giugno, con il suo intervento al Festival “The beauty of family” affidando subito una consegna: «Partire dalla vostra situazione reale – afferma il Papa – e da lì provare a camminare insieme. Insieme come sposi, insieme nella vostra famiglia, insieme alle altre famiglie, insieme con la Chiesa. Penso alla parabola del buon samaritano, che incontra per strada un uomo ferito, gli si fa vicino, si fa carico di lui e lo aiuta a riprendere il cammino. Vorrei che proprio questo fosse per voi la Chiesa!». Questa l’esortazione del Pontefice dopo aver ascoltato la testimonianza di cinque famiglie: «Dobbiamo convertirci e camminare come Chiesa accogliente – aggiunge -, perché le nostre diocesi e parrocchie diventino sempre più comunità che sostengono tutti a braccia aperte. Ce n’è tanto bisogno, in questa cultura dell’indifferenza!».

Quindi il Santo Padre ha parlato nello specifico del sacramento del matrimonio: «Non ci si sposa per essere cattolici ‘con l’etichetta’ – precisa -, per obbedire a una regola, o perché lo dice la Chiesa, o per fare una festa; ci si sposa perché si vuole fondare il matrimonio sull’amore di Cristo, che è saldo come una roccia. Nel matrimonio Cristo si dona a voi, così che voi abbiate la forza di donarvi a vicenda. Coraggio, dunque, la vita familiare non è una missione impossibile! Con la grazia del sacramento, Dio la rende un viaggio meraviglioso da fare insieme a lui, mai da soli. La famiglia non è un bell’ideale, irraggiungibile nella realtà. Dio garantisce la sua presenza nel matrimonio e nella famiglia, non solo nel giorno delle nozze ma per tutta la vita. E lui vi sostiene ogni giorno nel vostro cammino».

Quindi il Papa ha ringraziato Roberto e Maria Anselma, genitori di Chiara Corbella, per aver raccontato «la storia commovente della vostra famiglia e in particolare di Chiara. Ci avete parlato della croce, che fa parte della vita di ogni persona e di ogni famiglia. E avete testimoniato che la dura croce della malattia e della morte di Chiara non ha distrutto la famiglia e non ha eliminato la serenità e la pace dai vostri cuori. Lo si vede anche nei vostri sguardi. Non siete persone abbattute, disperate e arrabbiate con la vita. Anzi! Si percepiscono in voi una grande serenità e una grande fede. Avete detto “La serenità di Chiara ci ha aperto una finestra sull’eternità”. Vedere come lei ha vissuto la prova della malattia vi ha aiutato ad alzare lo sguardo e a non rimanere prigionieri del dolore, ma ad aprirvi a qualcosa di più grande: i disegni misteriosi di Dio, l’eternità, il cielo. Vi ringrazio per questa testimonianza di fede!». “Dio mette la verità in ciascuno di noi e non è possibile fraintenderla”, questa l’altra frase di Chiara Corbella citata dai suoi genitori: «Nel cuore di Chiara – riconosce Papa Bergoglio – Dio ha posto la verità di una vita santa, e perciò lei ha voluto preservare la vita di suo figlio a costo della sua stessa vita. E come sposa, accanto a suo marito, ha percorso la via del Vangelo della famiglia in modo semplice, spontaneo. Nel cuore di Chiara è entrata anche la verità della croce come dono di sé: una vita donata alla sua famiglia, alla Chiesa e al mondo intero. Sempre abbiamo bisogno di esempi grandi a cui guardare: che Chiara sia d’ispirazione nel nostro cammino di santità, e che il Signore sostenga e renda feconda ogni croce che le famiglie si trovano a portare».

In seguito il Papa ha riflettuto sulle insidie che, spesso, pongono fine al matrimonio: «Nessuno desidera un amore a breve scadenza o a tempo determinato – osserva -. E per questo si soffre molto quando le mancanze, le negligenze e i peccati umani fanno naufragare un matrimonio. Mentre voi parlavate, penso che tutti noi abbiamo rivissuto l’esperienza di dolore provata di fronte a situazioni simili di famiglie divise». Queste, in particolare, le parole rivolte ad una coppia che ha condiviso i propri momenti di crisi, chiamandone per nome tutte le cause: “la mancanza di sincerità, l’infedeltà, l’uso sbagliato dei soldi, gli idoli del potere e della carriera, il rancore crescente e l’indurimento del cuore”: «Ma anche in mezzo alla tempesta – ricorda Francesco -, Dio vede quello che c’è nel cuore. E, provvidenzialmente, voi avete incontrato un gruppo di laici che si dedica proprio alle famiglie. Lì è iniziato un cammino di riavvicinamento e di risanamento della vostra relazione. Avete ripreso a parlarvi, ad aprirvi con sincerità, a riconoscere le colpe, a pregare insieme ad altre coppie, e tutto ciò ha portato alla riconciliazione e al perdono. Il perdono risana ogni ferita, è un dono che sgorga dalla grazia con cui Cristo riempie la coppia e la famiglia intera quando lo si lascia agire, quando ci si rivolge a lui. È molto bello che abbiate celebrato la vostra ‘festa del perdono’, con i vostri figli, rinnovando le promesse matrimoniali nella celebrazione eucaristica. Mi ha fatto pensare alla festa che il padre organizza per il figlio prodigo nella parabola di Gesù. Solo che questa volta quelli che si erano smarriti erano i genitori, non il figlio! Ma anche questo è bello e può essere una grande testimonianza per i figli. I figli, infatti, uscendo dall’infanzia, si rendono conto che i genitori non sono dei ‘super eroi’, non sono onnipotenti, e soprattutto non sono perfetti. E i vostri figli hanno visto in voi qualcosa di molto più importante: hanno visto l’umiltà per chiedersi perdono e la forza che avete ricevuto dal Signore per risollevarvi dalla caduta. Di questo loro hanno veramente bisogno! Anch’essi, infatti, nella vita sbaglieranno e scopriranno di non essere perfetti, ma si ricorderanno che il Signore ci rialza, che tutti siamo peccatori perdonati, che dobbiamo chiedere perdono agli altri e dobbiamo anche perdonare noi stessi. Questa lezione che hanno ricevuto da voi rimarrà nel loro cuore per sempre. Grazie di questa testimonianza di perdono!».

Inoltre Bergoglio ha sottolineato un altro aspetto che rende fondamentali le famiglie: «Sono luoghi di accoglienza – afferma -, e guai se venissero a mancare! Una società diventerebbe fredda e invivibile senza famiglie accoglientiaggiunge, ringraziando la famiglia di Pietro ed Erika, che ha accolto Iryna e Sofia in fuga dall’Ucraina “sconvolta dalla guerra” -. Avete dato voce a tante persone la cui vita è stata sconvolta dalla guerra in Ucraina. Vediamo in voi i volti e le storie di tanti uomini e donne che hanno dovuto fuggire dalla loro terra. Vi ringraziamo perché non avete perso fiducia nella Provvidenza, e avete visto come Dio opera in vostro favore anche attraverso persone concrete che vi ha fatto incontrare: famiglie ospitali, medici che vi hanno aiutato e tanti altri uomini dal cuore buono. La guerra vi ha messe di fronte al cinismo e alla brutalità umana, ma avete incontrato anche persone di grande umanità. Il peggio e il meglio dell’uomo! È importante per tutti non rimanere fissati sul peggio, ma valorizzare il meglio, il tanto bene di cui è capace ogni essere umano, e da lì ripartire». Questo il consiglio del Pontefice, che ha ringraziato anche Pietro ed Erika per aver raccontato la loro storia e per la generosità con cui hanno accolto Iryna e Sofia nella loro già numerosa famiglia: «L’accoglienza – ribadisce il Santo Padre – è proprio un carisma delle famiglie, e soprattutto di quelle numerose! Si pensa che in una casa dove si è già in tanti sia più difficile accogliere altri; invece nella realtà non è così, perché le famiglie con molti figli sono allenate a fare spazio agli altri. E questa, in fondo, è la dinamica propria della famiglia. In famiglia si vive una dinamica di accoglienza, perché anzitutto i coniugi si sono accolti l’un l’altro, come si sono detti a vicenda il giorno delle nozze: ‘Io accolgo te’. E poi, mettendo al mondo i figli, hanno accolto la vita di nuove creature. E mentre nei contesti anonimi chi è più debole viene spesso rigettato, nelle famiglie, invece, è naturale accoglierlo: un figlio con disabilità, una persona anziana bisognosa di cure, un parente in difficoltà che non ha nessuno… Questo dà speranza».

Quindi Papa Bergoglio si è rivolto a Zakia, la vedova dell’ambasciatore Luca Attanasio protagonista di una delle cinque testimonianze: «È bello e consolante vedere che quello che avete costruito insieme, tu e Luca, rimane vivo», riconosce. “Abbiamo basato la nostra famiglia sull’amore autentico, con rispetto, solidarietà e dialogo tra le nostre culture”, le parole di Zakia: «E niente di tutto questo è andato perso, nemmeno dopo la tragica morte di Luca», commenta il Pontefice secondo il quale «Non solo l’esempio e l’eredità spirituale di Luca rimangono vivi e parlano alle coscienze di molti, ma anche l’organizzazione che Zakia ha fondato, in un certo senso, porta avanti la sua missione. Anzi, possiamo dire che la missione diplomatica di Luca è diventata ora una ‘missione di pace’ di tutta la famiglia. In Zakia e Luca troviamo la bellezza dell’amore umano, la passione per la vita, l’altruismo e anche la fedeltà al proprio credo e alla propria tradizione religiosa, fonte d’ispirazione e di forza interiore. Nella vostra famiglia si esprime l’ideale della fratellanza. Oltre che essere marito e moglie, voi avete vissuto da fratelli nell’umanità, da fratelli nelle diverse esperienze religiose, da fratelli nell’impegno sociale. Anche questa è una scuola che s’impara in famiglia. Vivendo assieme a chi è diverso da me, in famiglia s’impara ad essere fratelli e sorelle. S’impara a superare divisioni, pregiudizi, chiusure e a costruire insieme qualcosa di grande e di bello, partendo da ciò che ci accomuna. Esempi vissuti di fratellanza, come quello di Luca e Zakia, ci danno speranza e ci fanno guardare con più fiducia al nostro mondo lacerato da divisioni e inimicizie. Grazie per questo esempio di fratellanza!».

Quindi un’altra consegna affidata, in conclusione, a tutte le famiglie del mondo: «Ogni vostra famiglia ha una missione da compiere nel mondo, una testimonianza da dare – conclude il Papa -. Qual è la parola che il Signore vuole dire con la nostra vita alle persone che incontriamo? Quale passo in più chiede oggi alla nostra famiglia? Mettetevi in ascolto. Lasciatevi trasformare da lui, perché anche voi possiate trasformare il mondo e renderlo ‘casa’ per chi ha bisogno di essere accolto, per chi ha bisogno d’incontrare Cristo e di sentirsi amato. Dobbiamo vivere con gli occhi puntati verso il cielo». Questa l’esortazione di Papa Francesco in riferimento ai beati Beati Maria e Luigi Beltrame Quattrocchi e di quanto dicevano ai loro figli, affrontando le fatiche e le gioie della vita “guardando sempre dal tetto in su”: «Vi ringrazio di essere qui – il saluto finale -. Vi ringrazio dell’impegno nel portare avanti le vostre famiglie».

L’INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE NELLA CHIESA DI PESCARA-PENNE

Gli appuntamenti pescaresi dell’Incontro mondiale delle famiglie

Dopo la conferenza dello psicologo Ezio Aceti sul tema “Fatica e bellezza dell’Amore” , lo scorso sabato 18 giugno alle 18 nel Teatro dell’Istituto “Nostra Signora”, sempre qui domani venerdì 24 giugno alle 18 ci sarà la conferenza di Stefano Rossi, psicopedagogista e direttore del Centro Didattica Cooperativa, sul tema “Figli creativi e resilienti”. Quindi sabato 25 giugno, dalle 15 alle 23, ci sarà una giornata di festa presso il Parco di Villa De Riseis a Pescara dal tema “Facciamo tre tende”. Al suo interno, alle ore 17, ci sarà lo spettacolo di magia del Mago Frak, mentre alle 21 ci sarà il concerto gospel dei “The original Newport gospel singers”. Ma il momento culminate sarà la santa messa presieduta alle 19 dall’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti nella chiesa di Sant’Andrea Apostolo a Pescara, anche in occasione dei suoi 45 anni di ordinazione sacerdotale. Quest’ultima verrà trasmessa in diretta da Radio Speranza.

About Davide De Amicis (3905 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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