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Anche la Chiesa di Pescara-Penne sarà una comunità energetica

"È la possibilità - spiega don Antonio Del Casale - di avere tanti produttori che producendo attraverso impianti fotovoltaici o anche delle micro eolico, danno energia alla loro rete usufruendone poi in maniera differenziata. Ciò significa la possibilità di creare delle microreti dove l'energia viene prodotta viene scambiata a distanza minima, perché il problema dell'energia è che noi perdiamo il 30% di quella prodotta per farla arrivare a chilometri di distanza. Invece producendola sul posto abbattiamo la dispersione ed è un modo per unire e impostare anche nuovi quartieri"

Lo ha annunciato don Antonio Del Casale, direttore della Pastorale sociale, del Lavoro e dell’Ambiente dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne

Don Antonio Del Casale, direttore dell‘Ufficio diocesano di Pastorale sociale, del Lavoro e dell'Ambiente

Anche la Chiesa di Pescara-Penne, in questi giorni, ha aderito al progetto lanciato dalla Chiesa italiana all’ultima Settimana sociale dei cattolici italiani di Taranto in riferimento alla realizzazione di comunità energetiche all’interno delle nostre parrocchie.

Un’iniziativa che richiederà un intenso lavoro, ma che potrà essere di grande impatto dal punto di vista del risparmio energetico delle parrocchie stesse, nonché di grande esempio per le comunità cittadine: «Con un decreto di 7 mesi fa – spiega don Antonio Del Casale, direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale sociale, del Lavoro e dell’Ambiente – il Governo ha dato la possibilità di organizzare una rete, delle piccole reti di produzione di energia autonoma che però viene condivisa invece che rimessa nella grande rete nazionale. È la possibilità di avere tanti produttori che producendo attraverso impianti fotovoltaici o anche delle micro eolico, danno energia alla loro rete usufruendone poi in maniera differenziata. Faccio un esempio… Ci fosse una parrocchia in un quartiere di cui sono parroco e mi accorgo che posso produrre, ma consumo non al mattino quando magari in parrocchia c’è poca attività, ma nel pomeriggio o la sera quando ci sono incontri e attività. Però quella produzione del mattino può essere utile al palazzo di fronte che, producendo anche la sera, magari può dare a me parrocchia la sua energia prodotta nel pomeriggio, quando magari io sono meno esposto con il mio tetto. Ciò significa la possibilità di creare delle microreti dove l’energia viene prodotta viene scambiata a distanza minima, perché il problema dell’energia è che noi perdiamo il 30% di quella prodotta per farla arrivare a chilometri di distanza. Invece producendola sul posto abbattiamo la dispersione ed è un modo per unire e impostare anche nuovi quartieri. Oppure nei paesi a partire, per esempio, dal capofila che potrebbe essere lo stesso Comune, far lavorare insieme zone dove ci sono impianti sportivi, hanno bisogno di energia oppure nuovi palazzi che vengono costruiti in nuovi quartieri e vengono forniti di questo sistema».

Un decreto governativo, quest’ultimo, che però non ha ancora le gambe per camminare essendo privo dei decreti attuativi necessari. Da qui l’appello del mondo cattolico che ha superato le 100 adesioni: «Noi come diocesi – precisa don Antonio – aderiamo in questi giorni, ma nella regione ecclesiastica Abruzzo-Molise ci hanno già preceduto le diocesi di Avezzano e di Campobasso. E tante altre diocesi, così come tante altre associazioni cattoliche, stanno facendo pressione sul Governo che deve effettivamente concludere la l’iter di questa legge, altrimenti rimaniamo nel grande limbo dei sogni legislativi italiani che non si sono mai attuati per la mancanza dei decreti attuativi».

Un tema, quest’ultimo, che comunque richiama una grande attenzione vista la necessità di realizzare la transizione ecologica: «Dall’ultima Settimana sociale che abbiamo vissuto in ottobre a Taranto – osserva il direttore della Pastorale sociale, del Lavoro e dell’Ambiente diocesana – si è capito quanto sia importante il discorso della delle energie rinnovabili, di una svolta assolutamente ecologica in termini di energia e stiamo vedendo quanto tutto questo sia importante in questo momento in cui si rischia di tornare al carbone, si rischia di non avere più il gas e di fare dei passi indietro perché non ci si è organizzati, non ci si è dati da fare su energie rinnovabili. Non dimentichiamo che Germania e altri Paesi del Centro Nord Europa hanno investito, coprendo i tetti con i pannelli fotovoltaici già 20-25 anni fa. Cosa che noi non abbiamo fatto nonostante fossimo, e siamo, il Paese del sole. Abbiamo la possibilità, abbiamo grandi industrie che si fermano, linee di produzione per l’automobile che in Sicilia – immagino Termini Imerese – si sono fermate per anni, ci sono state crisi aziendali enormi e nessuno ha avuto il coraggio di dire ai petrolieri di turno “Adesso proviamo a prendere un’altra strada”. Quanto è stato pesante rimanere ostaggi di queste grandi multinazionali produttrici di petrolio, in mancanza di questo incentivo al fotovoltaico o alle energie rinnovabili che invece altri Paesi hanno hanno avuto?! Oggi la Germania produce i gli elementi, i chip per i pannelli fotovoltaici, per quasi tutto il mondo, avendo in questi anni sviluppato dei brevetti che hanno portato sempre di più a migliorare la produzione. E a capo delle equipe di lavoro ci sono degli italiani che 20-30 anni fa non sono stati assolutamente ascoltati o presi in considerazione nel nostro territorio. Sono andati in Germania e hanno fatto la fortuna tedesca. Allora capiamo che bisogna svegliarsi da questo punto di vista e bisogna essere attenti a imboccare le strade del futuro, non mantenendoci sulle strade del passato con la paura in quanto, come vediamo, a tenersi in ostaggio di un unico fornitore di gas per metà del mondo del quale si rischia poi di rimanerne ingabbiati».

L’intervista realizzata da Massimiliano Spiriticchio per Radio Speranza
About Davide De Amicis (3929 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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