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A Pescara torna in grande la festa di Sant’Andrea

"La festa riprende quota man mano – sottolinea il parroco, Padre Carlo Mattei -, senza quei limiti che per due anni sono stati abbastanza stringenti non permettendo d'incontrarci, perché in fondo la festa di Sant'Andrea è sempre stata un momento d'incontro in cui stare un po’ insieme, fare famiglia e creare quel senso di comunità soprattutto allargata. Quest'anno, in modo particolare, ci tenevamo a sottolineare anche il percorso che stiamo facendo, proprio con l'aiuto e il sostegno anche del nostro Santo patrono, in questa Chiesa nell’ambito del cammino sinodale. Tutto questo per costruire sempre di più questo senso di famiglia"

La festa, dopo il Covid, tornerà agli antichi fasti da domani a lunedì 1 agosto

L'effige di Sant'Andrea conservata nella chiesa omonima

Dopo due anni di stop forzato, a causa della pandemia di Covid-19, da domani sabato 30 luglio a lunedì 1 agosto anche la festa in onore di Sant’Andrea Apostolo tornerà al suo antico splendore riproponendo, oltre ad un importante programma religioso, anche un ricco programma civile contraddistinto da stand enogastronomici, concerti, giostre e fuochi pirotecnici che affolleranno il lungomare nord e il lungofiume Paolucci del capoluogo adriatico.

Il programma, religioso e civile, della festa di Sant’Andrea

Il fulcro del programma religioso sarà la santa messa di domenica 31 luglio presieduta alle 9 dall’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti, nella chiesa di Sant’Andrea, seguita dalla processione in mare della statua del patrono dei pescatori attraverso un corteo di motopescherecci e imbarcazioni varie. Una rotta, volta a solcare il mare della riviera nord e sud pescarese, intervallata dal lancio delle corone di fiori in memoria dei caduti del mare: «La festa riprende quota man mano – sottolinea il parroco, Padre Carlo Mattei -, senza quei limiti che per due anni sono stati abbastanza stringenti non permettendo d’incontrarci, perché in fondo la festa di Sant’Andrea è sempre stata un momento d’incontro in cui stare un po’ insieme, fare famiglia e creare quel senso di comunità soprattutto allargata. Quest’anno, in modo particolare, ci tenevamo a sottolineare anche il percorso che stiamo facendo, proprio con l’aiuto e il sostegno anche del nostro Santo patrono, in questa Chiesa nell’ambito del cammino sinodale. Tutto questo per costruire sempre di più questo senso di famiglia, di fraternità, rispondendo sempre meglio anche a quello che è stato l’appello di Papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti, specialmente in questo momento in cui le tante situazioni nel mondo mettono alla prova questa fraternità».

Ma già da mercoledì sera e fino a stasera, alle 19.30, la parrocchia di Sant’Andrea ha organizzato tre distinti momenti di riflessione – in stile sinodale – nei propri locali: «Nei quali – precisa il parroco – porteremo la nostra attenzione su tre punti che il Papa rimarca costantemente. Mercoledì abbiamo posto l’accento sul “villaggio educativo“, parlando delle nuove generazioni e della loro crescita. Il Pontefice parla di un villaggio educativo, in quanto per educare un individuo non basta una persona, ma occorre un intero villaggio. Quindi noi abbiamo cercato di capire come mettere in rete soprattutto le agenzie educative. Non è solo il catechismo, non è solo la scuola, la famiglia o i luoghi del del tempo libero dei nostri ragazzi, ma è come intrecciare un po’ queste realtà che incontrano i nostri ragazzi, stando con loro aiutandoli a crescere».

Padre Carlo Mattei, parroco di Sant’Andrea

Ieri è stato posto al centro il tema “Abitare la città”: «Abbiamo tentato di guardarci un po’ intorno – racconta Padre Carlo -, per capire come questa nostra città stia diventando sempre più cosmopolita. Una città dove le persone provenienti anche da nazioni straniere si incontrano, vivendo insieme anche i suoi limiti, le sue ricchezze e debolezze. Questo perché anche una comunità cristiana ha bisogno di costruirla questa città, uscendo e andando in contro al mondo senza averne paura».

Il terzo punto, “Altro e oltre”, verrà approfondito tra poco: «Questo vuole essere sempre più il tentativo di far sì che la nostra fede, e qui Sant’Andrea ci dà una mano, ci aiuti sempre di più ad essere scoperta come stupore della vita. Una fede dove ritrovare anche la speranza e la bellezza di una novità e quindi non non tanto una fede quasi scontata, ma una fede rinnovata in questo senso. Una fede che ci dia ancora lo stupore di qualcosa di bello, non quella del dei riti ovvi, qualche volta, ma dell’essere insieme perché ancora una volta abbiamo dinanzi a noi qualcosa di bello da dover vivere e non solo delle tradizioni da osservare».

Sarà questo un bel momento di ascolto e di dialogo: «La nostra speranza – auspice Padre Carlo Mattei – è che seguire l’esempio degli apostoli ci dia quel senso di speranza e solidarietà, che in fondo ci anima, il quale ci permette di guardare in avanti. Insomma, una chiesa in uscita e non in ritirata».

IL PROGRAMMA CIVILE

Massimo Di Francesco, presidente del Comitato festa

Anche il programma civile, dunque, torna ad arricchirsi con un carellone in stile pre-Covid: «– conferma Massimo Di Francesco, presidente del Comitato organizzatore -, c’è molta aspettativa e sicuramente ci sarà una bella affluenza. Anche perché, dopo due anni pandemia, la gente ha voglia di evadere, di uscire e divertirsi. Ci sarà di nuovo il Luna park con le giostre e tre spettacoli, alle 21.30, uno più bello dell’altro».

Domani sera inaugurerà il palco ubicato alla Madonnina del Porto lo spettacolo di musical e danza “Urban station” by Exedra A.s.d. Domenica sera sarà la volta del concerto degli Star light, che riproporranno i più grandi successi degli anni ’70 e ’80. Infine lunedì sera chiuderanno in bellezza i Dik dik: «Che hanno appena pubblicato un nuovo album – ricorda Di Francesco – e quindi, sicuramente, ci faranno vivere delle belle emozioni».

Alle 23.30 seguirà l’estrazione dei biglietti vincenti della lotteria e a mezzanotte calerà il sipario, con i fuochi pirotecnici che illumineranno la diga foranea: «Il mio augurio – conclude il presidente del comitato organizzatore – è che la gente possa riprovare l’emozione di un tempo, tornando a mangiare il pesce in mezzo alla strada. Insomma, divertiamoci seppur facendo ancora attenzione perché il Covid, questo virus maledetto che ha distrutto le persone e l’economia, è ancora tra noi».

La presentazione della festa nel servizio a cura di Radio Speranza
About Davide De Amicis (4023 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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