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Cuore di San Pio: “La reliquia ci insegni a pregare come lui ha pregato”

"Padre - afferma Padre Guglielmo Alimonti -, questo tuo cuore è stato un braciere acceso per mandare verso il Signore le nostre preghiere, i nostri ringraziamenti, le tue benedizioni e la speranza che ci ha sempre accompagnato quando noi siamo venuti da te e ancora di più oggi che tu sei venuto da noi. Ti applaudiamo noi. Il cuore di Padre Pio è un segno di grande fede, il ritrovo di una famiglia immensa, non solo di una città come la nostra o di una nazione come l’Italia, ma di tutto il mondo"

È l’auspicio espresso ieri dall’arcivescovo Valentinetti, nella messa di accoglienza della reliquia a Pescara

Mons. Tommaso Valentinetti guida la preghiera accanto alla reliquia del cuore di San Pio da Pietrelcina nella basilica della Madonna dei sette dolori

«Benvenuto Padre». Con questo saluto diretto, intenso, ieri pomeriggio, il coordinatore dei gruppi di preghiera di Padre Pio Abruzzo e Molise nonché confratello di San Pio da Pietrelcina Padre Guglielmo Alimontiunitamente al parroco Padre Luca Di Panfilo, ha accolto ufficialmente la reliquia del cuore di San Pio, custodita in una teca speciale, nel Convento dei Frati minori cappuccini di Pescara colli, adiacente alla Basilica della Madonna dei sette dolori presso la quale sarà esposto alla venerazione fino a domenica 23 ottobre alle 17, quando verrà trasferito presso la Cattedrale di San Cetteo per la concelebrazione finale presieduta dall’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti.

Padre Guglielmo Alimonti, coordinatore dei gruppi di preghiera di Padre Pio Abruzzo e Molise

Dapprima Padre Guglielmo, che martedì 17 ottobre compirà 93 anni, ha ringraziato per la presenza della reliquia: «Grazie fratelli che ci avete portato il cuore di Padre Pio. Lo dico a nome particolarmente della fraternità, dei fratelli infermi che sono qui e che andremo a benedire, lo dico a nome della città di Pescara, di tutti i gruppi di preghiera, dei sacerdoti, dell’arcivescovo. Perché questo è un popolo che ha sempre amato Padre Pio. Siamo andati tante volte in decina di migliaia a trovarlo, oggi è lui che è venuto a trovare noi. Lo ringraziamo, lo abbracciamo con l’anima come faceva sempre lui, con quelle mani ferite e quegli occhi pieni di lacrime, di consolazione, di amore, di comunione. Signore, ci hai fatto un dono immenso. Vergine santa, madre addolorata, sorridete a questo popolo che esulta perché abbiamo un tesoro. Grazie Padre».

Padre Guglielmo Alimonti introduce la fiaccolata

Il primo momento è stato condiviso con i confratelli ammalati e ricoverati presso l’infermeria del convento, i quali sono stati benedetti con la reliquia che, successivamente, è stata trasferita in automobile nel piazzale antistante la chiesa del Cristo Re dove c’è stato il saluto e la calorosa accoglienza, riservata dai pescaresi lanciando petali di rose. In migliaia, infatti, si sono presentati in via del Santuario per vedere la reliquia del cuore di San Pio e accompagnarla, attraverso una fiaccolata a piedi scandita dal canto e dalla preghiera, fin dentro il cortile del Convento dei Frati minori cappuccini: «Salutiamo Padre Pio che è venuto a restituire a questa città – esordisce Padre Guglielmo nel saluto ai pescaresi, durante il quale è tornato a rivolgersi direttamente a San Pio -, che da sempre si accosta a lui, sempre lo invoca e lo venera con tanto affetto. Padre ti accogliamo con l’amore di figli, con la gioia di chi ti conosce, ti cerca, ti segue, si affida e ti chiediamo particolarmente una benedizione, in questo momento, per i malati del nostro ospedale cittadino, di tutte le cliniche e gli ospedali d’Abruzzo. Sei venuto qui, nel cuore dell’Abruzzo, perché gli abruzzesi li conosci, hanno un cuore grande e allora il tuo cuore sta bene in mezzo a noi. Quando sono venuto ti ho detto “Padre ti vogliamo bene” e tu hai sorriso. Padre, questo tuo cuore è stato un braciere acceso per mandare verso il Signore le nostre preghiere, i nostri ringraziamenti, le tue benedizioni e la speranza che ci ha sempre accompagnato quando noi siamo venuti da te e ancora di più oggi che tu sei venuto da noi. Ti applaudiamo noi. Il cuore di Padre Pio è un segno di grande fede, il ritrovo di una famiglia immensa, non solo di una città come la nostra o di una nazione come l’Italia, ma di tutto il mondo. Padre, tu hai figli sparsi ovunque, ti abbiamo chiesto una volta, “Come fai a seguire tutti questi figli?. E tu hai risposto “Uno per uno”. Proprio come un papà che entra nel cuore di ciascuno dei suoi figli e conosce le necessità, il pentimento per gli errori, il desiderio di santità per camminare come te sulle orme di Gesù. Col tuo sangue, con i tuoi palpiti, lo sentiamo ancora. Quante volte, appoggiandomi al tuo petto per abbracciarti, quel palpito mi suonava come una campana di Pasqua, segno della risurrezione. Vicino a te c’era Cristo risorto. Padre, grazie che hai portato questa ondata di luce, di pace e d’amore. Benedici Padre, benedici i bambini, i giovani, i malati, benedici tutti quelli che ti invocano e anche quelli che non ti invocano, perché la tua intercessione presso il Signore ha un potere immenso. Lo sappiamo, quante guarigioni, quante confessioni. Si veniva da te per questo e noi ti abbiamo aspettato per questo. Grazie Padre Pio».

Padre Luca Di Panfilo, parroco della Madonna dei sette dolori
La fiaccolata, con la reliquia del cuore di San Pio, attraversa via del Santuario

Al termine della fiaccolata, alla quale hanno partecipato anche le autorità con il sindaco di Pescara Carlo Masci e il sindaco di Guardiagrele Donatello Di Prinzio (città di origine di Padre Alimonti), è stato l’arcivescovo Valentinetti a presiedere la santa messa sull’altare allestito nel cortile conventuale, dopo il saluto espresso dal parroco della Madonna dei sette dolori Padre Luca Di Panfilo: «Viviamo questo momento – afferma -. La ringraziamo di cuore eccellenza perché, con la sua benedizione apostolica di nostro arcivescovo di Pescara-Penne, ci ha dato la possibilità di vivere questo momento di grazia particolare, l’arrivo del cuore di Padre Pio, qui a Pescara. Grazie perché ci dà la possibilità di pregare insieme, di attingere tante grazie da quel cuore che lui stesso – scrive al suo padre spirituale – si fuse con il cuore di Gesù. Un cuore stimmatizzato. Viviamo bene questo momento eucaristico, centro della nostra sinodalità. Ci affidiamo all’intercessione di Padre Pio, perché in questi giorni possa ottenete tante grazie, tante benedizioni per tutti noi. Buona preghiera e buon pellegrinaggio. Padre Pio è venuto a trovarci e noi, in questi giorni, faremo un pellegrinaggio per arrivare al cuore di Padre Pio, al cuore di Gesù».

L’arcivescovo Valentinetti pronuncia l’omelia

Nella successiva omelia, il presule ha approfondito il valore della preghiera: «In queste ultime domeniche – ricorda monsignor Tommaso Valentinetti – più volte abbiamo incontrato l’insegnamento di Gesù sulla preghiera. I discepoli che chiedono “Insegnaci a pregare”. Gesù che narra alcune parabole di cui una, quella che abbiamo ascoltato questa sera, proprio sulla necessità di pregare senza stancarsi mai. Pregare, cioè, continuamente. Ma è possibile? Se non vogliamo cadere nella parola ripetuta ma senza senso, senza significato profondo, dobbiamo cercare di capire che cosa significa pregare senza stancarsi mai e la preghiera continua. Allora la domanda si fa ancora più importante. Che cos’è la preghiera? Da dove nasce? Gesù dice delle parole molto interessanti su questo argomento… “Quando pregate, non pensate di usare tantissime parole come i pagani che pensano di essere ascoltati a furia di parole”. Dunque, già questa parola di Gesù, ci dice che una preghiera seria, una preghiera veritativa, una preghiera che possa trovare riscontro da parte del Signore e per intercessione dei santi, così come questa sera chiediamo l’intercessione di San Pio, non è fatta di chiacchiere, non è fatta di verbosità, non è fatta di elucubrazioni mentali che non lasciano niente di profondo e di significativo».

Le autorità e i tanti fedeli presenti alla santa messa

Da qui la risposta dell’arcivescovo di Pescara-Penne: «La preghiera nasce innanzitutto dal silenzio – sottolinea -. Se vogliamo veramente pregare dobbiamo fare silenzio. E dobbiamo ascoltare, perché la preghiera nasce dall’ascolto. Se è vero che “Fides ex auditu”, la fede nasce dall’ascolto. Molto di più. La preghiera nasce dall’ascolto. L’ascolto di chi? L’ascolto del Signore che parla? Beh, certo, non tutti siamo fortunati come San Pio che aveva un colloquio abbastanza diretto con il Signore Gesù. Ma noi dobbiamo metterci nell’atteggiamento di ricercare l’ascolto che passa attraverso la parola di Dio, attraverso la scrittura. Avete ascoltato la seconda lettura? Tutta la scrittura ispirata da Dio è anche utile per insegnare, convincere, correggere, educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato in ogni opera buona. Prima di tutto, dunque, silenzio e ascolto. Silenzio che apre la verità di San Pio, che apre il cuore, che apre l’interiorità. Perché la preghiera non accade a livello delle labbra, non accade nemmeno a livello cerebrale. La preghiera accade nel cuore e quanto quel cuore ha pregato. E quanto quel cuore, così come ha detto Padre Luca, si è immedesimato nel cuore di Cristo! Da qui nasce la vera preghiera, nasce quella preghiera che ha quel punto riesce a ottenere ciò che il signore solo sa, ciò che è buono per noi».

I primi fedeli e le autorità pregano in basilica

E qui, generalmente, sorge un problema: «Perché – spiega il presule – un’altra tentazione che noi abbiamo con la preghiera, è voler piegare Dio alla nostra volontà. Ora, nel Padre nostro c’è una frase che ripetiamo costantemente “Sia fatta, la tua volontà, non la mia”. Qualunque, dunque, pensiero possiamo presentare al Signore, presentiamolo con l’umiltà e la consapevolezza che se questo pensiero è il pensiero di Dio, allora forse saremo ascoltati, ma se questo pensiero non è il pensiero di Dio chi siamo noi per piegare la volontà di Dio, per piegare il cuore di Dio? Il cuore di Dio sa di che cosa abbiamo bisogno. Sa che ad un certo punto è capace di allargare le sue maglie quando pensa lui e come dice lui, non perché lui è il giudice disonesto, ma perché lui e il giudice onesto che fa giustizia prontamente ai suoi eletti che gridano a lui giorno e notte. Dunque ci rimettiamo dentro una logica di verità, di obbedienza, di attenzione a ciò che veramente il Signore vuole per noi, sapendo che le nostre vie non sono le sue vie e che i nostri pensieri non sono i suoi pensieri. E come il cielo è alto sulla terra, questo lo dice Isaia, i suoi pensieri sono lontani dai nostri pensieri».

E qui torna la figura di San Pio, come modello a cui guardare per pregare: «La preghiera, dunque – riconosce -, San Pio questo l’ha fatto in maniera straordinaria, è un voler aderire sempre di più, sempre meglio alla volontà di Dio. Perché ha avuto le stimmate, ve lo siete mai chiesti per un atto mistico? Sicuramente. Per una divina misericordia del Signore? Sicuramente. Ma ha avuto le stimmate perché ha uniformato la sua vita totalmente nelle mani di Gesù, si è totalmente rimesso nelle mani di Gesù. Anche quando gli costava fatica, sacrificio, anche quando gli costava nascondimento, anche quando la Chiesa ufficiale non lo capiva, allora è venuta fuori la Santità di Padre Pio e di San Pio. Quando è passato attraverso un crogiolo che lo ha purificato totalmente e che gli ha dato poi la capacità e la forza di vivere la sua santità non solo da morto, perché lo stiamo vivendo, ascoltando e pregando anche noi, ma soprattutto anche da vivo».

La reliquia del cuore di San Pio esposta nella basilica della Madonna dei sette dolori

Da qui l’auspicio dell’arcivescovo: «E allora, cari fratelli, che questo cammino, che questo pellegrinaggio – come ha detto Padre Luca -, che questa reliquia fa in mezzo a noi, ci insegni a pregare. Ci insegni veramente a pregare come San Pio ha pregato. Ci insegna a pregare secondo il cuore di Dio e ci insegni a pregare, soprattutto, per conservare la fede. Quando il figlio dell’uomo verrà, troverà la fede sulla terra? Guardate, la fede è sempre un cammino da fare. Non è mai scontata, non è mai una volta per sempre, tant’è vero che la Chiesa ci fa fare la professione di fede più volte nella vita, nel battesimo, nella cresima, nella notte di Pasqua in continuazione. Perché? Perché la fede non è mai scontata, è una conquista continua, è un ritornare sempre da capo, ricominciare e ritornare sui nostri passi per dire al Signore, “Signore, sono la tua sequela, io credo”. Così come San Pio, “Signore, sono la tua sequela, Io credo”. Quando la sofferenza bussa alla porta della nostra casa, quando le difficoltà della vita bussano alla porta della nostra casa, quando ci sono situazioni difficili che ci sembra di scoraggiarci e forse, molto probabilmente, la fede vacilla e allora vorremmo usare la preghiera per i nostri interessi e per i nostri toccasana, è quello il momento in cui la fede ci dà la forza di attraversare le prove. Lui ci prende per mano, ci accompagna, ci sostiene e ci dà forza, perché è passato dentro questo stesso itinerario e questo stesso crogiolo. Ci aiuti l’intercessione di San Pio, aiuti la nostra Comunità diocesana in questo percorso sinodale che stiamo portando avanti. Aiuti l’intercessione di San Pio il Santo Padre e tutta la Chiesa, perché nel cuore della Chiesa è il suo cuore. E che aiuti tutti noi, qui presenti, a vivere con verità e amore la nostra fede. Amen».

Nella parte conclusiva della messa, dando l’appuntamento alle celebrazioni della settimana in presenza della reliquia del cuore di San Pio, l’arcivescovo Valentinetti ha ricordato il suo colloquio intercorso con Papa Francesco, lunedì 10 ottobre scorso, in occasione di un’udienza privata avuta in Vaticano: «Ci saranno – ricorda – svariate iniziative di meditazione, di preghiera e di riflessione durante tutta la settimana, fino a domenica. Particolarmente io sarò presente venerdì 21 ottobre mattina perché (alle ore 11) presiederò la concelebrazione con tutti i religiosi e tutte le religiose presenti nella nostra arcidiocesi di Pescara-Penne. Padre Luca e Padre Guglielmo hanno pensato di invitarmi proprio per un momento particolare di riflessione dedicato a loro. Poi domenica sera, alle 18:30, daremo non dico l’addio, ma l’arrivederci alla reliquia del cuore di San Pio con la solenne concelebrazione in Cattedrale, che sostituisce l’annuale convegno dei gruppi di preghiera di Padre Pio. Probabilmente l’avete saputo, ma io lunedì 10 questo mese scorso sono stato ricevuto in udienza particolare dal Santo Padre, la mattina alle 08:30. Tra le tante altre cose di cui abbiamo parlato, ho sentito che Papa Francesco è veramente molto, molto preoccupato per la situazione della guerra tra la Russia e l’Ucraina. Quindi chiedo umilmente di mettere un’intenzione di preghiera perché lo Spirito Santo lavori. Perché solo se lavora lo Spirito Santo è possibile che cessino odi, inimicizie, guerre e quant’altro che può, in qualche modo, rovinare il cuore delle persone. Noi non sappiamo fare altro, oltre che la preghiera, ma dall’anno scorso – da quando è iniziato il conflitto – vorremmo porre gesti di pace. E in che cosa abbiamo trovato il un gesto di pace? Nella musica. Abbiamo istituito una rassegna musicale che si chiama proprio “Note di bellezza per la pace”, perché se coltiviamo sentimenti, buoni sentimenti di elevazione dello spirito, sentimenti che ci fanno sentire un attimo anche in sintonia con il Signore, perché la musica è ispirata dal Signore, forse riusciremo a porre gesti di pace. Perché essa, sapete, comincia prima di tutto da noi. Allora la sera di venerdì 21 ottobre allora il 21, all’Auditorium Giovanni Paolo II (presso la parrocchia della Beata Vergine Maria del Rosario in via Cavour a Pescara), ci sarà il primo concerto per piano per piano, pianoforte e violino. Chi volesse partecipare… E vorrei mettere un’altra intenzione su questo concerto. Un concerto anche in onore di San Pio perché, giacché ce l’abbiamo in casa in questa settimana, mi piace dedicargli anche questa cosa».

Il servizio realizzato per Radio Speranza

About Davide De Amicis (4444 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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