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“Risonanze”, «un progetto presentato e premiato al Memoriale di Auschwitz»

A Pescara, il ricordo della musica suonata nei campi di concentramento

Nella sala Consiliare, l’ensamble d’archi Forme suona in memoria della Shoah.

L’omaggio dell’Associazione musicale Forme ai musicisti che sono stati internati nei campi di concentramento ha preso vita lo scorso sabato 21 gennaio in un Concerto Testimonianza intitolato Risonanze, a pochi giorni dalla data di commemorazione ufficiale della Shoah. Per l’occasione, il Presidente del Consiglio comunale Marcello Antonelli ha concesso l’utilizzo della sala Consiliare del Comune di Pescara – nonché il patrocinio, insieme all’Associazione AMMI Donne per la Salute –, e nel suo intervento ha sottolineato che «ricordare queste tragedie ci aiuta nel percorso di riconciliazione con la memoria».

L’intento del progetto era quello di riscoprire la tragedia dell’olocausto attraverso la musica, in un alternarsi di letture, tratte dalle testimonianze dirette dei sopravvissuti, e brani dei più vari compositori, citati proprio nei diari, nelle autobiografie e nelle interviste dei reduci. Un pensiero particolare è stato poi dedicato ad Alma Rosé, violinista austriaca che perse la vita proprio ad Auschwitz nel 1944, ma che durante la permanenza nel campo aveva saputo imporre la propria autorità di musicista stimata ed era diventata direttrice dell’orchestra femminile. L’esecuzione delle sinfonie è stata affidata all’ensemble d’archi Forme, nata in seno all’omonima associazione per farsi portavoce musicale di tutte le sue iniziative, e che nell’evento di sabato ha dato voce «al sentimento e all’esperienza di alcuni sopravvissuti», come nelle parole di Chiara Antico, presidente dell’Associazione Forme e ricercatrice sugli studi della memoria.

«Questo progetto», continua, «ha partecipato a una competizione internazionale lanciata dal Memoriale di Auschwitz, qualche anno fa, ed è stato premiato per l’originalità e l’uso delle fonti». Insieme a lei, il progetto porta la firma di Marta Saraiva, rappresentante portoghese al Consiglio d’Europa, arrivata da Strasburgo per prendere parte alla manifestazione: «L’arte, e la musica in particolare, è un linguaggio che tutte le persone sanno parlare e crediamo che suonare la stessa musica che si suonava nei campi è il più bel modo di onorare la memoria della Shoah».

About Benedetta Pisano (29 Articles)
Nata a Pescara nel 1994 e laureata con lode in "Giornalismo e cultura editoriale" all'Università degli Studi di Parma. Sono giornalista pubblicista e conduco una rubrica culturale intitolata "Benedetta tra le righe" su Radio Speranza. La mia più grande passione sono i libri, ne parlo continuamente.