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Azione cattolica: inaugurato il nuovo centro diocesano di Pescara-Penne

"Siamo Azione cattolica propositiva - interroga l'arcivescovo Valentinetti -, senza avere logiche di appartenenza, ma unicamente per portare il Vangelo, per portare l'amore del Signore? Siamo innanzitutto investiti di una vocazione ad essere i collaboratori della gerarchia nella vita della Chiesa e i collaboratori della gerarchia devono, con la gerarchia, evangelizzare ed evangelizzare chi? Gli ultimi, coloro a cui forse nessuno pensa. Non possiamo pensare di evangelizzare i nostri, non possiamo pensare di chiuderci in piccoli ghetti, non possiamo pensare di fare piccoli raggruppamenti, occorre rilanciare e far nostra quella bellissima parola di San Giovanni Paolo II all'inizio di questo millennio “Duc in altum”

Si trova al primo piano del Santuario della Divina misericordia a Pescara e sarà a disposizione di soci e responsabili associativi

L'arcivescovo Valentinetti con i vice presidenti del Settore adulti di Ac, Lucia Tancredi e Roberto Padovano, e l'assistente diocesano unitario don Andrea Di Michele nel nuovo centro diocesano

L’Azione cattolica diocesana di Pescara-Penne ha un nuovo centro diocesano, un locale composto da due uffici e una sala situato al primo piano del centro pastorale del Santuario della Divina misericordia di Pescara – a cui si aggiunge un salone al piano rialzato condiviso con altre realtà associative, inaugurato la scorsa domenica con una santa messa presieduta nello stesso santuario dall’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti.

L’arcivescovo Valentinetti pronuncia l’omelia

Nell’omelia il presule ha ricordato quello che è il fine apostolico generale della Chiesa, di cui l’Azione cattolica è corresponsabile con i suoi laici impegnati: «Siamo chiamati – ricorda l’arcivescovo – a far partire sempre l’evangelizzazione da Gesù, mai senza Gesù, mai senza la forza dello Spirito, ma a prendere l’iniziativa. Oppure siamo una Chiesa un po’ addormentata? Siamo una chiesa un po’ con le mani conserte. È l’interrogativo che anche come Azione cattolica vi dovete porre. Siamo Azione cattolica propositiva, senza avere logiche di appartenenza, ma unicamente per portare il Vangelo, per portare l’amore del Signore? Perché se aspettiamo le logiche di appartenenza, non andiamo da nessuna parte. Siamo innanzitutto investiti di una vocazione ad essere i collaboratori della gerarchia nella vita della Chiesa e i collaboratori della gerarchia devono, con la gerarchia, evangelizzare ed evangelizzare chi? Gli ultimi, coloro a cui forse nessuno pensa. Non possiamo pensare di evangelizzare i nostri, non possiamo pensare di chiuderci in piccoli ghetti, non possiamo pensare di fare piccoli raggruppamenti, occorre rilanciare e far nostra quella bellissima parola di San Giovanni Paolo II all’inizio di questo millennio “Duc in altum” (Prendi il largo). Duc in altum per rigettare le reti ancora una volta e rigettarle dove nessuno le sa gettare, dove nessuno pensa di andarle a gettarle. Voi direte, compito arduo, compito difficile, compito sicuramente faticoso, ma ciò che ci interessa è rigettare la spiritualità dentro i gangli vitali delle nostre comunità e spiritualità e anime. , sete di anime, così come Gesù ebbe sete di anime, sulla croce ebbe sete dell’anima di questa donna, fino a quando arriveremo ad annunciare a tutti che la speranza non delude. Così come San Paolo ci ha detto, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito, ma la grande certezza è, per noi e per tutti, che mentre eravamo peccatori, Cristo è morto per noi. No, non è morto per noi dopo che ci siamo convertiti, è morto per noi prima, la conversione viene dopo. Se aspettiamo di essere con tutti convertiti per poter accogliere l’amore del Signore, perdiamo solo tempo e invece accogliere l’amore del Signore per convertirci e per portare frutto in abbondanza».

I soci di Azione cattolica presenti a messa

Da qui l’esortazione finale dell’arcivescovo di Pescara-Penne: «Allora – rilancia monsignor Valentinetti – l’augurio che questa sera faccio a questo “pusillus grex” (piccolo gregge), perché tale siamo. Ma non abbiamo paura di essere pusillus grex, non abbiate paura di vedere i gruppi un po’ assottigliati, non abbiate paura di vederli sempre un po’ con le mani in mano. Non abbiate paura, assolutamente, perché il Signore è con noi e la forza dello Spirito Santo ci sostiene. Ascoltate dunque oggi questa voce del Signore e non indurite il vostro cuore».

Roberto Padovano, vice presidente diocesano per il Settore adulti di Azione cattolica

Poco prima della benedizione finale è intervenuto il vice presidente per il Settore adulti dell’Azione cattolica Roberto Padovano, il quale ha raccolto tutto l’entusiasmo dei soci di Azione cattolica in riferimento a questo momento di preghiera e all’apertura del nuovo centro diocesano: «Vogliamo ringraziare prima di tutto – sottolinea – la Comunità che ci ha accolto in questa messa vespertina. E poi volevamo ringraziare Sua Eccellenza, perché quando siamo andati a trovarlo a Natale e gli abbiamo raccontato dell’Azione cattolica che stavamo vivendo, lui ci ha invitato a dire alle parrocchie che il vescovo voleva incontrarle per pregare insieme, così, in maniera molto semplice, ma molto essenziale. E grazie anche per il messaggio che ci ha dato, perché a volte le parrocchie in questo momento sono in sofferenza, perché siamo pochi. Quindi questo incoraggiamento che ci ha rivolto oggi per noi è importante ed è importante che sia anche affiancato dall’invito a riscoprire l’essenzialità, perché il problema non è essere pochi, è il non essere carichi di speranza. Quindi grazie alle parrocchie, perché hanno raccolto tutte quante l’invito con grande gioia e grande entusiasmo e così camminiamo insieme».

I soci visitano il nuovo centro diocesano

Subito dopo, prima della benedizione finale, l’arcivescovo Valentinetti ha quindi voluto aggiungere una postilla alla sua omelia, facendo riferimento ad una profezia lanciata da Papa Benedetto XVI: «Il professor Joseph Ratzinger – ricorda -, quando era professore a Tubinga negli anni ’60, fece una previsione che si sta avverando. Già qualche anno prima del Concilio, durante il Concilio e molto lontano da noi, circa sessant’anni fa. Poi sappiamo che il professor Joseph Ratzinger è diventato arcivescovo, cardinale, prefetto della Congregazione della Dottrina della fede e poi Pontefice. Disse che dopo il duemila, dopo gli anni duemila, la comunità cristiana si sarebbe caratterizzata sempre più per piccole comunità che avevano la capacità di irraggiare il Vangelo nella semplicità, ma soprattutto nella credibilità. Un cristianesimo, perlomeno per l’Europa e per l’Italia, non più di massa. Non più un cristianesimo trasmesso di generazione in generazione, non più un cristianesimo respirato nelle istituzioni, non respirato con il latte materno, ma un cristianesimo passato semplicemente di mano in mano da piccole comunità che siano capaci di grande spiritualità e di grande credibilità. L’Azione cattolica è sempre stata questa nel tempo, anche se ha incarnato grandi numeri, ma oggi l’Azione cattolica più che mai ha questa vocazione dentro le comunità parrocchiali. Senza pretendere, l’ho detto anche nell’omelia e lo ripeto di nuovo, le appartenenze, ma dando esempi di vita cristiana, di vita che sia capace di trasmettere il Vangelo. E allora la mia preghiera per tutti voi, per ciascuno di voi, ma anche il mio augurio veramente di cuore, ma con tanta fiducia e con tanta speranza. Non mettiamoci gli occhiali scuri, mettiamoci gli occhiali arcobaleno perché sicuramente la Chiesa non è nostra, la Chiesa la sorregge lo Spirito Santo e soprattutto l’universo. Il mondo l’ha già salvato Gesù Cristo e questo è quello che ci consola veramente tanto».

Lucia Tancredi, vice presidente diocesana per il Settore adulti di Azione cattolica

Infine, la vice presidente del Settore Adulti di Azione cattolica Lucia Tancredi ha illustrato le caratteristiche e la funzionalità del nuovo centro diocesano: «L’abbiamo accolto con grandissima gioia – racconta Lucia -, è stata una vera sorpresa e ci abbiamo lavorato insieme con il Consiglio diocesano non solo per renderlo più accogliente possibile. Vorremmo che sia una casa aperta a tutti, anche a tutte le parrocchie. Abbiamo esteso l’invito a sentirlo proprio e quindi, se c’è necessità di poter fare degli incontri anche direttamente al centro diocesano, siamo ben lieti di poterli ospitare. È aperta veramente a tutti. Ovviamente sarà un luogo di lavoro anche per il Consiglio diocesano. Sarà un punto di riferimento per tutti, per il Consiglio in primis, ma soprattutto per le parrocchie e per i vari settori, che hanno come riferimento i vari responsabili di settore i quali hanno la chiave. Per cui basta contattarci, per poi metterci a disposizione e venire ad aprire la sede senza nessun problema».

Il servizio per Radio Speranza
About Davide De Amicis (4423 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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