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A Pescara l’arte performativa coinvolge spazi e persone “invisibili”

«Lo chiamiamo il laboratorio di arte performativa integrata perché sarà un momento in cui lavoreremo con le stesse tecniche di arte performativa anche con gli ospiti della Cittadella dell'Accoglienza Giovanni Paolo Secondo di Pescara»

È l’iniziativa al centro del laboratorio teatrale “La città invisibile”, a cura di Marco Paparella, che inizierà domani le sue attività per poi proseguire fino a fine novembre.

Parte domani, giovedì 9 novembre, il laboratorio “La città invisibile”, un corso gratuito di arte performativa integrata guidato dal regista attore e conduttore di laboratori teatrali Marco Paparella. La durata è di dodici incontri gratuiti scanditi in tre moduli da quattro lezioni l’uno, dal giovedì alla domenica per tutto il mese di novembre. «Questo vuole essere un laboratorio aperto a tutti – spiega Marco Paparella –, infatti non sono richieste delle capacità attoriali, perché non si vuole insegnare una professione, un’arte, ma lo scopo è quello di incontrarsi con un gruppo, relazionarsi l’un l’altro e scoprirsi come relazione nel gruppo e anche come relazione nella città. Per fare questo ci avvarremo dell’arte performativa, quindi ci muoveremo nello spazio con il corpo e troveremo un modo per esprimere i nostri pensieri e le nostre emozioni».

Marco Paparella
Marco Paparella

L’ispirazione nasce dalle opere di Italo Calvino, in particolare da Le città invisibili e Lezioni americane, un omaggio allo scrittore italiano di cui proprio quest’anno ricorrono i cento anni, «La linea che seguiremo – ha continuato l’attore – sono i testi di Italo Calvino, in particolare ogni modulo si rifà a una delle Lezioni americane: abbiamo scelto per la prima settimana la lezione sulla leggerezza, quindi andremo a trovare nella città quello che per noi rappresenta la leggerezza, la seconda sarà sulla rapidità e la terza sulla visibilità». Ogni modulo è indipendente sia a livello tematico che di iscrizione, perciò si può scegliere di frequentare tutto il corso o solo una parte.

Ogni settimana, uno dei quattro incontri sarà dedicato all’integrazione, grazie alla collaborazione con la Caritas diocesana. «Lo chiamiamo il laboratorio di arte performativa integrata perché sarà un momento in cui lavoreremo con le stesse tecniche di arte performativa anche con gli ospiti della Cittadella dell’Accoglienza Giovanni Paolo Secondo di Pescara», una decisione nata dalla volontà di aprire il discorso del concetto di città invisibile a quelle realtà che sempre più spesso vengono ignorate fino a diventare invisibili.

Corrado De Dominicis

Corrado De Dominicis, direttore della Fondazione Caritas Diocesana Pescara-Penne, ci ha spiegato come è stata accolta la richiesta di collaborazione: «In questo progetto siamo stati coinvolti dal regista Marco Paparella proprio perché spesso le persone in situazioni di povertà si trovano a vivere come invisibili agli occhi della società. Abbiamo parlato anche con la Fondazione Pescarabruzzo per definire al meglio le opportunità di lavoro all’interno della Cittadella, soprattutto per il coinvolgimento delle persone che la frequentano e che potevano essere interessate e attivate su un tema come quello dell’arte. L’arte è sempre possibilità di espressione e di mettersi in gioco, affrontare un aspetto della vita della persona che non è concentrata solo su quello che può essere il bisogno primario ma che attiva a 360 ° la persona e la porta verso un cammino di dignità, di autonomia, valorizzandone anche i talenti».

Questo progetto è stato finanziato da Fondazione Pescarabruzzo, che ha messo a disposizione i suoi spazi, rendendo così il corso gratuito. «Nel centenario della nascita di Italo Calvino – ha dichiarato Nicola Mattoscio, presidente Pescarabruzzo –, siamo lieti di promuovere e ospitare questo corso di arte scenica che trae ispirazione da una delle sue opere più famose Le città invisibili. L’intento è anche quello di aiutare le giovani generazioni a conoscere uno tra gli autori italiani più importanti sulla scena».

La locandina del laboratorio
About Benedetta Pisano (29 Articles)
Nata a Pescara nel 1994 e laureata con lode in "Giornalismo e cultura editoriale" all'Università degli Studi di Parma. Sono giornalista pubblicista e conduco una rubrica culturale intitolata "Benedetta tra le righe" su Radio Speranza. La mia più grande passione sono i libri, ne parlo continuamente.