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Istruzioni per un tempo ritrovato

La lettura ci permette di riconquistare spazi di ascolto e di crescita, ma è necessario donarle tempo

I tempi di vacanza sono spesso quelli dedicati ad attività che non trovano spazio all’interno della nostra quotidianità; una di queste è la lettura, intesa però come svincolata da qualsiasi utilità, lavorativa o scolastica.

Una dei vantaggi della nostra società dopo la quarta rivoluzione, è quella di avere i mezzi per poter misurare praticamente qualsiasi cosa; anche la lettura può essere misurata, e i dati a nostra disposizione -grazie a ISTAT- in merito alla consistenza del numero dei «lettori» è assai indicativa della poca pervasività delle esperienze di lettura: per il 2022 (ultimo dato attualmente a nostra disposizione), la percentuale di coloro (a partire dall’età di sei anni), che hanno letto almeno un libro per puro piacere, in un anno, sono il 39,3% della popolazione. E se andiamo indietro, le cose non migliorano affatto: siamo sempre sotto la soglia della metà della popolazione, navigando più o meno intorno al 40%.

Quali sono le motivazioni? Sono diverse, e come sappiamo grazie a Edgar Morin (società complessa) e Gregory Bateson (mente ecologica), non è possibile in una società come la nostra individuare ragioni semplici; una di queste, però pare essere (sempre grazie ai dati ISTAT a disposizione), più frequente degli altri: la mancanza di tempo. Riteniamo, insomma, di non aver tempo, perché presi dalle altre incombenze, per stare in compagnia di un libro. Ma è davvero così? Non abbiamo tempo? O, forse, ne abbiamo poco, di qualità? Le serie storiche a nostra disposizione, dimostrano, infatti, che negli ultimi settant’anni è diminuito il numero di ore lavorative, aumentando di conseguenza quelle di tempo libero.

Una delle caratteristiche della nostra contemporaneità è secondo il filosofo Pascal Chabot, quella dell’ essere incasellata nel cosiddetto ipertempo, che ha precise peculiarità, tra queste: l’ onnipresenzal’ora è ovunque»); la sua  mera quantificazioneun minuto vale un minuto, che sia futile o decisivo»), la sua parcellizzazione e la costante associazione alle attività ancora da compiere. Tutto ciò si traduce in una continua «presentificazione»: «ciò che è reale è ciò che è lì, disponibile, convocabile, consumabile o almeno visibile» .

La continua e insistente attenzione alla realtà intesa come “cose da fare”, lo spezzettamento del tempo e la sua estrema accelerazione, ha delle conseguenze: stiamo perdendo la profondità di pensiero, che, come ci insegnano le neuroscienze, è abilitata attraverso l’impegno di un tempo lungo. E, secondo Daniel Kahneman, il continuo e indiscriminato ricorso a pensieri veloci non porta altro che a compiere errori, perché il cervello tende a risolvere i problemi che si trova davanti utilizzando sempre e comunque gli stessi pattern o schemi mentali.

Il tempo dedicato alla lettura è invece antitetico a tutto questo, l’atto della lettura è impegnativo per il nostro cervello, perché non nasciamo coi neuroni della lettura: il lettore sviluppa questa abilità attraverso l’integrazione di diverse aree del cervello, collocate in entrambi gli emisferi. È un comportamento appreso, e per questo faticoso. Ha bisogno di tempi lunghi, e del giusto spazio.

Il tempo donato alla lettura diventa allora un tempo guadagnato, un tempo di qualità, perché ci permette di tornare a sperimentare i pensieri lenti, quelli che permettono l’approfondimento, e quindi l’allenamento del pensiero critico; ma la lettura permette anche di sperimentare un tempo di ascolto, necessario per creare legami di vita buona con le persone, così come con sé stessi e non solo; come scrive infatti sant’Agostino, nelle Esposizioni sui salmi: «quando leggi, Dio parla con te».

Allora, diamoci un’occasione: prendiamo in mano un libro … e lasciamoci leggere!

Alcuni suggerimenti di lettura:

  • Agostino, Esposizioni sui Salmi in Url: https://www.augustinus.it/italiano/esposizioni_salmi/index2.htm
  • Gregory Bateson, Verso un’ecologia della mente, Adelphi 2020
  • Pascal Chabot, Avere tempo. Saggio di cronosofia, Treccani 2023
  • Luciano Floridi, La quarta rivoluzione. Come l’infosfera sta trasformando il mondo, Raffaello Cortina 2020
  • Daniel Kahneman, Pensieri lenti e veloci, Mondadori 2020
  • Maryanne Wolf, Proust e il calamaro. Storia e scienza del cervello che legge, Vita e Pensiero 2012
About Luca Mazzocchetti (49 Articles)
Nato il 2 luglio del 1985. Studia Lettere moderne all'Università "G. D'Annunzio"di Chieti e poi Didattica dell'italiano come L2 e LS presso la Facoltà di Lingue e letterature straniere nella sede di Pescara della stessa Università. Ha frequentato la Scuola vaticana di biblioteconomia. Bibliotecario professionista, membro del Comitato Esecutivo Regionale dell' AIB (Associazione Italiana Biblioteche), sezione Abruzzo; docente di scuola secondaria e già professore dell'ISSR "G. Toniolo" di Pescara; direttore della biblioteca "Carlo Maria Martini" e dell'archivio storico dell'Arcidiocesi di Pescara - Penne. Ha scritto diversi articoli per riviste professionali, come "Biblioteche oggi" e "Bibelot: notizie dalle Biblioteche toscane".

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