"Insieme a tutti i capi delle Chiese - esordisce Mons. Pizzaballa nell'appello - , siamo profondamente scoraggiati e preoccupati per i recenti episodi di violenza avvenuti a Gerusalemme Est, alla Moschea Al Aqsa e al quartiere Sheikh Jarrah; episodi che violano la santità del popolo di Gerusalemme e di Gerusalemme come Città della Pace, e richiedono un intervento urgente.[...]"
"Chiedere la pace - osservano monsignor Cipolla e fra' Ramina - significa non rimanere estranei ai drammi del mondo. E soprattutto ci aiuta a sentirci impegnati a divenire noi, nella realtà in cui viviamo, persone che amano la pace e s’impegnano a edificarla. Un rapporto ristabilito in famiglia, un gesto di perdono accordato a una persona amica con cui abbiamo litigato, un segno di generosità che riallaccia la relazione con un collega, tante altre decisioni di questo tipo depositano nel cuore del mondo semi di pace che avranno frutto, forse a nostra insaputa"
"Le offerte – raccomanda don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana, che è in contatto diretto con Caritas Venezuela - vanno convogliate attraverso i canali sicuri già attivati da Caritas Italiana. Nelle prossime settimane una nostra delegazione si recherà nel Paese per rafforzare tutte le forme di collaborazione già avviate"
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