"San Nunzio - ricorda l'arcivescovo Valentinetti - ha affrontato una storia, lo ricordo sempre quando facciamo la festa, a dir poco pazzesca da un punto di vista familiare, da un punto di vista sociale di questo paese, da un punto di vista della cura della sua malattia. Non è cambiato molto nella storia dell’umanità, sapete?! Eppure è rimasto nell’amore, anzi si è prestato ad un amore nei confronti degli altri. Per rimanere occorre fedeltà, occorre un esame di coscienza, occorre capire veramente se ognuno di noi sta facendo il proprio dovere, se siamo stati veramente capaci di concepire non il mio bene personale, ma il nostro bene comune"