"La distinzione tra rifugiati e migranti economici - spiega Medu - è un concetto astratto perché tutti fuggono da drammatiche circostanze che rappresentano spesso una minaccia per la stessa vita, sono quindi migranti forzati"
"Si tratta – spiegano i promotori – di uno spazio di ascolto coordinato a livello nazionale e di un’esperienza di sinergia tra consultori familiari, Caritas e Servizi per i disabili, che apre a prospettive di promozione della persona e della famiglia, in un’ottica di solidarietà e di condivisione delle risorse"
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