La sua consacrazione paragonata a quella della Vergine Maria a Cristo: "È lo stesso mistero di sponsalità - ricorda l'arcivescovo Valentinetti -. Cristo entra definitivamente e ultimativamente nella sua vicenda personale. Lei, con la sua scelta, ricorda alla Chiesa la sponsalità che Cristo ha nei confronti della Chiesa stessa. È quasi un sacramento vivente"
"La misericordia - ammonisce il Papa - non abbandona chi rimane indietro. Ora, mentre pensiamo a una lenta e faticosa ripresa dalla pandemia, si insinua proprio questo pericolo: dimenticare chi è rimasto indietro. È tempo di rimuovere le disuguaglianze, di risanare l’ingiustizia che mina alla radice la salute dell’intera umanità!"