"La reliquia di questo beato – precisa l’arcivescovo Valentinetti – il cardinale ce l’ha regalata e rimarrà alla venerazione in Cattedrale. Di questo ringraziamo Sua Eminenza, ma ringraziamo anche il Signore perché avere la reliquia di un beato medico, per noi, è molto importante specialmente in questo tempo di grande fatica che abbiamo vissuto"
"Lo Spirito del Risorto – precisa il Papa - è lo Spirito della pace. Una pace che viene dal perdono e ci porta al perdono, che inizia con il perdono donato da Gesù stesso il quale è stato da noi tradito, condannato, crocifisso"
"È una opportunità unica -afferma il messaggio del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale- di trasformare l’attuale lamento e travaglio nella nascita di un nuovo modo di vivere"
"Siamo Azione cattolica propositiva - interroga l'arcivescovo Valentinetti -, senza avere logiche di appartenenza, ma unicamente per portare il Vangelo, per portare l'amore del Signore? Siamo innanzitutto investiti di una vocazione ad essere i collaboratori della gerarchia nella vita della Chiesa e i collaboratori della gerarchia devono, con la gerarchia, evangelizzare ed evangelizzare chi? Gli ultimi, coloro a cui forse nessuno pensa. Non possiamo pensare di evangelizzare i nostri, non possiamo pensare di chiuderci in piccoli ghetti, non possiamo pensare di fare piccoli raggruppamenti, occorre rilanciare e far nostra quella bellissima parola di San Giovanni Paolo II all'inizio di questo millennio “Duc in altum”
"Non si conosce prima Dio e poi sia ama - precisa monsignor Valentinetti -, ma prima si ama e poi si conosce Dio, perché l’amore dentro di noi è Lui che l’ha stampato, è Lui che l’ha reso fecondo. Dunque, questo amore ci porta a riconoscere Dio. E allora, dove lo cerchiamo questo Dio e dove lo troviamo? Lo troviamo in quei gesti feriali d’amore nella storia di ognuno di noi, nella storia delle nostre famiglie, nella storia del nostro lavoro e della dedizione al lavoro, nella storia delle nostra onestà, nella storia delle nostre ricerche di verità, nella storia delle nostre ricerche di fraternità"
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