"Abbiamo appena respirato il clima natalizio, ma che duri veramente 365 giorni. Che gli auguri di pace, serenità e amore durino 365 giorni l’anno. Io il giorno di Natale, mi sono ritrovato in una casa di riposo e in televisione mostravano i vari pranzi organizzati dalla Caritas. Cose bellissime, ma il commento di tutti era “Sì, però passato il Natale si torna alla vita di sempre”. Quei pranzi facciamoli spesso, possiamo farli anche nei nostri condomini. Spesso capita che nei nostri palazzi ci siano persone anziane e sole. Ecco, bussiamolo questo campanello, anche per dire solo “buongiorno”, anche dietro la porta perché l’anziano è diffidente e non apre. Da dietro la porta dire “Buongiorno, le auguro una felicissima giornata. Se ha bisogno, io sono qui”. Non bisogna fare grandi cose, io penso che le piccole cose rendano grande la vita di ciascuno di noi"
"Nel cambio epocale che stiamo vivendo - precisa una nota della Sala stampa vaticana -, in un tempo che ci obbliga alla distanza sociale a causa della pandemia, la comunicazione può rendere possibile la vicinanza necessaria per riconoscere ciò che è essenziale e comprendere davvero il senso delle cose"
"È all’interno della famiglia che ci si educa al perdono - sottolinea Papa Francesco - perché si ha la certezza di essere capiti e sostenuti nonostante gli sbagli che si possono compiere e, fanno parte del pellegrinaggio anche momenti come questo, che con l’aiuto di Dio si trasformano in opportunità di crescita. Non perdiamo la fiducia nella famiglia!"
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