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Web: “Risorsa per promuovere la relazione, ma senza traslocarvi, non possiamo fare a meno del corpo”

"La rete - precisa don Michele Falabretti - non è l’estensione della bacheca parrocchiale o il mezzo per le messe in streaming, ma è uno strumento che mette le persone in relazione. È necessario, quindi, capire come abitare e sfruttare la rete per creare scambi e legami"

Lo ha affermato don Michele Falabretti, direttore del Servizio nazionale di Pastorale giovanile

Web e digitale, in questo tempo di perdurante pandemia, si sono rilevati strumenti indispensabili per garantire attività essenziali come quelle lavorative e associative, ma anche e soprattutto quelle relazionali. Una dinamica, quest’ultima, che riguarda particolarmente i giovani ai quali oggi è tornato a rivolgersi il direttore del Servizio nazionale di Pastorale giovanile don Michele Falabretti: «Il digitale – spiega – può essere una risorsa e opportunità per promuovere la relazione. Siamo già in piena pandemia digitale e non possiamo aspettare che passi. La rete è anche un luogo dove poter vivere un’esperienza educativa, ma senza tuttavia pensare di traslocarvi perché non possiamo fare a meno del corpo».

Don Michele Falabretti, direttore del Servizio nazionale di Pastorale giovanile

Don Falabretti si è espresso, intervistato dall’agenzia di stampa Sir, commentando il video intitolato “L’occasione di un click” pubblicato sulla pagina “Giovani” della Chiesa cattolica (https://giovani.chiesacattolica.it). Nel video il protagonista, don Daniele, in visita ad una mostra, non coglie l’occasione di chattare e conoscere l’artista di alcune opere esposte grazie al Qr Code. In seguito, ritornato alla mostra il sacerdote cerca di nuovo i quadri che lo avevano affascinato, intenzionato a dialogare con l’artista per poi scoprire che, nel frattempo, quest’ultimo era morto: «In questi mesi – constata il presbitero – siamo stati costretti alle nuove tecnologie. La pandemia ci mette davanti ad un bivio. Usare la rete solo come uno strumento o cominciare ad abitarla come un ambiente dove vivere un’esperienza educativa. La rete non è l’estensione della bacheca parrocchiale o il mezzo per le messe in streaming, ma è uno strumento che mette le persone in relazione. È necessario, quindi, capire come abitare e sfruttare la rete per creare scambi e legami. Abitare vuol dire che non ci sono solo io che parlo ma anche gli altri, nello specifico i giovani. Il video ci mostra che i giovani sono più abituati di noi adulti a utilizzare i social e attraverso questi ci parlano, si esprimono, raccontano».

Il video della Pastorale giovanile

Ma questo non vuol dire diventare tutti youtuber o influencer: «Il punto – precisa il direttore nazionale della Pastorale giovanile – è ascoltarli quando parlano. Non si tratta di traslocare sulla rete, perché non possiamo fare a meno del corpo. La liturgia senza il corpo non è liturgia, una liturgia non è uno spettacolo cui assistere. Usare la rete nell’emergenza va bene, ma non credo che la pastorale debba traslocare sulla rete. Devo stare nella rete perché è lì che i giovani abitano e parlano e lì posso ascoltarli. Ma ripeto: non è un trasloco. Il corpo, l’esperienza, il camminare, i pellegrinaggi, il vedersi, il fare, il servire, il povero, la missione, tutte queste parole hanno bisogno di un corpo. Il video è una provocazione, che ci ricorda che siamo in piena pandemia digitale e che ci chiede di attrezzarci meglio per capire come abitare il mondo della rete e come utilizzarla. Dobbiamo cogliere l’occasione a portata di un click. Siamo già in ritardo. Indietro non si torna».

About Davide De Amicis (3536 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa metropolitana di Pescara-Penne. Recentemente ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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