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Transizione ecologica: “Attuarla ricollocando i lavoratori in esubero”

"Gli indigeni della foresta amazzonica – racconta Padre Mario Camarda – dicono di avere tre nemici ovvero la Bibbia, le pallottole e i buoi. La Bibbia perché abbiamo assunto la convinzione che, in nome di essa, l'uomo può sfruttare la terra. Ma l’uomo e la donna sono stati posti al suo interno per custodire il "giardino", non per depredarlo. Le pallottole, inoltre, sono quelle usate per uccidere gli indigeni e mandarli via dalle loro terre per far posto i buoi, così da produrre tutta la carne che noi mangiamo. Queste “tre b” dovrebbero restarci dentro, perché in nome di Dio si depreda la Madre Terra"

Lo ha affermato don Antonio Del Casale, direttore della Pastorale Sociale diocesana di Pescara-Penne, per il Mese del creato

Don Antonio Del Casale, direttore della Pastorale Sociale, Lavoro e Ambiente diocesana di Pescara-Penne
Padre Mario Camarda, referente Comunità Laudato si’ di Pescara

Quello dello scorso sabato è stato un pomeriggio di riflessione e presa di consapevolezza sui danni perpetrati dall’uomo al creato il primo appuntamento di “Il pianeta che speriamo”, il ciclo di incontri promosso dall’Ufficio diocesano di Pastorale sociale, del Lavoro e dell’ambiente e curatonel Parco Villa De Riseis a Pescaradalla Comunità Laudato si’ della parrocchia di Sant’Andrea Apostolo, l’unica al momento attiva in Abruzzo. Quest’ultima, lanciata dal vescovo di Rieti monsignor Domenico Pompili e dal fondatore di Slow food Carlo Petrini per agevolare la realizzazione di un’ecologia integrale in applicazione dell’enciclica ambientale di Papa Francesco da cui prende il nome, ha nel vicario parrocchiale di Sant’Andrea Padre Mario Camarda il referente pescarese: «Diceva il sacerdote antimafia don Pino Puglisi – introduce Camarda – che “se ognuno di noi fa la propria parte il mondo cambia, ma se aspettiamo che siano gli altri a cambiare, non cambierà mai niente”. Così la nostra è una forma di associazione libera e spontanea di cittadini, a-confessionale e a-partitica, aperta a tutti che si impegna a condividere l’obiettivo di diffondere e accrescere la sensibilità e l’educazione nei confronti delle tematiche dell’ecologia integrale, della tutela ambientale e della casa comune attraverso eventi pubblici e conferenze».

Eventi proprio come quello di sabato che, nonostante il meteo incerto, ha visto la partecipazione spontanea di decine di cittadini i quali hanno dapprima potuto ascoltare l’intervento del direttore della Pastorale sociale, del Lavoro e dell’Ambiente dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne, che ha posto al centro dell’attenzione il tema della transizione ecologica (il passaggio ad un sistema produttivo sostenibile che sfrutta le energie rinnovabili, abbandonando lo sfruttamento dei combustibili fossili e delle altre risorse che inquinano e depauperano il pianeta) rilanciato dalla Chiesa italiana per questo Mese del creato: «Questo – afferma don Antonio Del Casale – è un tempo di transizione, di impegno che come cristiani (cattolici, ortodossi e protestanti) dobbiamo vivere per far sì che la Madre Terra sia rispettata così come dev’essere rispettata anche la dignità di ogni uomo. Quindi dobbiamo impegnarci a portare avanti la transizione ecologica in un contesto di ecologia integrale. Il Papa ce lo ha ribadito nella Laudato si’. Il nostro compito dev’essere quello di non perdere di vista i valori cristiani, il rispetto delle persone e dei doni della creazione, ma far sì che nella nostra vita quotidiana la prospettiva di andare verso un miglioramento e un farsi carico dei problemi di tutta l’umanità sia lo stile del cristiano. La Chiesa dovrà farsi carico di portare il Vangelo dell’amore, dell’attenzione alla dignità del creato e delle persone a tutta l’umanità».

Folto il pubblico partecipante

E l’appuntamento di sabato è voluto essere anche un evento preparatorio alla 49ª Settimana sociale dei cattolici italiani, che si terrà a Taranto dal 21 al 24 ottobre prossimi: «Come Chiesa italiana – osserva Del Casale – metteremo il dito nella piaga, perché Taranto sta ancora lasciando il segno in riferimento alla problematica dell’inquinamento e dei tumori (seguiti all’alta concentrazione e produzione industriale della zona), dando luogo alla contraddizione tra tutela del lavoro e tutela dell’ambiente». Da qui l’impegno forte della Chiesa italiana e pescarese per non lasciare indietro nessuno nella realizzazione della transizione ecologica: «Ci vogliamo impegnare – rilancia il direttore della Pastorale sociale, del Lavoro e dell’Ambiente dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne – affinché con le crisi aziendali che si apriranno, non si perda di vista l’occupazione e la salvaguardia dei posti di lavoro, anche se le fabbriche avranno bisogno di meno personale. C’è l’esempio della transizione ecologica verso le auto elettriche, le quali necessiteranno anche di meno operai per l’assemblaggio e la realizzazione. Bisognerà trovare un modo alternativo perché non diminuiscano le persone impiegate e, per rispettare l’ambiente, ci sia un modo diverso di costruire e fornire mezzi di trasporto con il contributo di tutti. Sono scelte che devono partire dal nostro Paese, dalla nostra regione, dai nostri territori, magari incentivando gli imprenditori e le industrie che vogliono lavorare in maniera ecologica e attenta all’ambiente. È una sensibilità che dobbiamo far crescere in noi stessi, nelle nostre famiglie e poi anche nelle nostre diocesi e parrocchie».

Da questa premessa scaturisce anche l’impegno particolare che si assumerà la Chiesa di Pescara-Penne: «Sensibilizzare e far capire sempre più – sottolinea don Antonio Del Casale – che le parrocchie non sono solo di fede astratta, ma devono essere di fede incarnata essendo anche realtà sociali che prendano posizione e si coinvolgano nel concreto. Nella nostra diocesi abbiamo già situazioni di crisi lavorative e un lungo elenco di incidenti sul lavoro. Tutto questo lo sottolineiamo e continueremo a sottolinearlo, perché la responsabilità per la dignità del lavoro che salvaguarda la persona e l’ambiente dev’essere nel cuore del cristiano e dell’imprenditore che la domenica incontriamo a messa e che poi ha la responsabilità di mandare avanti la propria azienda, nella quale vengano garantite dignità del lavoro e sicurezza senza scendere a compromessi».

Walter Esposito, esperto di Scienze naturali

Dopo l’intervento del presbitero, i presenti hanno assistito alla proiezione del docu-film “Antropocene – L’epoca umana” che ha documentato quali effetti nefasti per il clima e l’ambiente abbiano prodotto lo sfruttamento intensivo del pianeta da parte dell’uomo. Al termine, è stato poi l’esperto di scienze naturali Walter Esposito a sintetizzare lo stato di salute del pianeta e i rischi ai quali gli essere viventi andranno incontro: «Si parla spesso di eventi che accadono lontano da noi – premette Esposito – inducendoci a pensare che questi non ci riguardino, ma il problema è che il mondo è totalmente collegato. Negli ultimi 10 anni, ad esempio, per tre volte sono state registrate le temperature più alte degli ultimi 150 anni. Ciò dimostra che stiamo accelerando un processo di riscaldamento globale, un processo che già esiste normalmente al pari di quello di raffreddamento. Il problema è che questo riscaldamento è estremamente rapido e può portare a conseguenze catastrofiche. Io mi sono laureato nel ’72 e allora prevedevamo che avremmo raggiunto le temperature attuali solo tra 50 anni. Invece il processo si sta accelerando. Ciò porta allo scioglimento dei ghiacci polari, i quali immettono acqua fredda negli oceani diminuendo la loro salinità. Ciò potrebbe portare, come già avvenuto in passato, all’interruzione della Corrente del Golfo (una massa d’acqua calda che si dirige da sud a nord arrivando a toccare Scozia e Canada, contribuendo a realizzare un clima più temperato) sconvolgendo l’equilibrio globale anche in riferimento agli eventi climatici, come i venti, che potrebbero subire un’inversione. Cristoforo Colombo è riuscito ad arrivare in America grazie agli alisei, che da ottobre spirano da est verso ovest. Infatti poi ha dovuto attendere sei mesi per il rientro, affinché gli alisei soffiassero nella direzione opposta. L’inversione di ciò potrebbe innescare dei super cicloni vicini (come già accaduto), che poi diverrebbero un unico grande ciclone grande come Francia, Germania e Inghilterra messe insieme. Si formerebbe un circolo d’aria che, vorticando su se stesso, potrebbe raggiungere la troposfera dove si toccano i -150 gradi di temperatura, i quali potrebbero riversarsi sulla terra in 15 minuti. Questo processo causerebbe la sterilizzazione di ogni forma di vita. Non voglio essere catastrofista, ma queste cose sono già accadute nella storia. Di glaciazioni ne sono già avvenute quattro, per quanto siano scaturite da eventi naturali. Noi abbiamo sempre pensato di essere dei supremi in grado di poter fare qualsiasi cosa, ma in realtà in questo momento per la terra “rappresentiamo il Covid da eliminare”. E non accadrebbe la fine del mondo, ma la fine del mondo come lo conosciamo oggi dato che in cinque estinzioni di massa abbiamo perso il 98% delle forme di vita, mentre il restante 2% ha dato vita a quelle che conosciamo oggi, uomo compreso. Al mondo esistono tante fedi religiose, ma una ha prevalso sulle altre. È quella del Dio denaro che ci ha portato a prevaricare il prossimo, depredando tutte le risorse che si potevano depredare per consentirci di avere e mantenere il tenore di vita che abbiamo oggi». Da qui le conclusioni dell’esperto: «Sulla terra siamo 7,5 miliardi di persone – ricorda Walter Esposito – e le risorse prima o poi finiranno. O andiamo verso un’equa distribuzione delle risorse e dei redditi o, altrimenti, non ce la faremo più. Facciamo guerre per esportare la democrazia come avvenuto in Afghanistan dove – in realtà – c’è la concentrazione più importante di minerali fondamentali per la produzione dei nostri smartphone».

L’evento al Parco Villa De Riseis di Pescara

Un altro esempio, che chiama direttamente in causa i cristiani, di come l’uomo stia depredando le risorse naturali del pianeta l’ha poi fornito lo stesso Padre Mario Camarda, pronunciando l’omelia della messa conclusiva: «Gli indigeni della foresta amazzonica – racconta – dicono di avere tre nemici ovvero la Bibbia, le pallottole e i buoi. La Bibbia perché abbiamo assunto la convinzione che, in nome di essa, l’uomo può sfruttare la terra. Ma l’uomo e la donna sono stati posti al suo interno per custodire il “giardino”, non per depredarlo. Le pallottole, inoltre, sono quelle usate per uccidere gli indigeni e mandarli via dalle loro terre per far posto i buoi, così da produrre tutta la carne che noi mangiamo. Queste “tre b” dovrebbero restarci dentro, perché in nome di Dio si depreda la Madre Terra».

About Davide De Amicis (3718 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa metropolitana di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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