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8 marzo: “Le disuguaglianze di genere nascono in famiglia”

"La riproduzione delle disuguaglianze di genere – spiega Antonio Tintori, del Cnr-Irpps -, avviene mediante l’interiorizzazione di specifici stereotipi, l’adesione all’idea che esistano ruoli sociali differenziati, stabilendo squilibri che perpetuano una visione sessista. È chiaro il ruolo cruciale dell’educazione scolastica nello sradicamento di vincoli che compromettono il benessere e l’equità di genere, nonché lo sviluppo economico"

Emerge da due indagini compiute dall’Osservatorio sulle tendenze giovanili

I ruoli stereotipati di genere sono ampiamente interiorizzati nei primi anni di vita, con una tendenza alla riduzione di questo condizionamento nel passaggio all’adolescenza. Questo dato emerge, nella Giornata internazionale della donna, da un’indagine condotta tra aprile e maggio 2021 su un campione di 410 bambine e bambini delle scuole primarie dei Municipi VI e VIII di Roma e da un’indagine in corso su oltre 2.500 adolescenti di secondarie di secondo grado d’Italia.

Le ricerche sono state effettuate dall’Osservatorio sulle tendenze giovanili (Otg), cogestito da Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irpps) e Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Agli intervistati e alle intervistate è stato sottoposto un elenco di azioni e ruoli, chiedendo loro chi li svolgesse meglio tra maschi e femmine o se il sesso fosse irrilevante: «L’analisi dei risultati – spiega Antonio Tintori del Cnr-Irpps – mostra tra i bambini un livello di adesione medio-alto al ruolo stereotipato sia maschile (58,6%) sia femminile (52,9%), ossia all’idea che capacità, come fare il poliziotto, il presidente, lo scienziato e comandare al lavoro siano di dominio dei maschi, mentre pulire la casa, cucinare, fare la spesa e occuparsi dei figli siano di ordine femminile. Il livello più alto di adesione al ruolo sociale maschile si registra tra i bambini (25,6% contro il 18,2% delle femmine), mentre quello più alto di adesione al ruolo sociale femminile tra le bambine (22,5% contro il 17,8% dei maschi). Nella fascia adolescenziale, i risultati mostrano livelli medio-alti di adesione al ruolo stereotipato maschile (28,3%) e femminile (30,8%) decisamente inferiori a quelli registrati nella scuola d’infanzia. Il livello più alto di adesione si ritrova sempre tra gli alunni: ruolo maschile 13,1% maschi e 1,9% femmine; ruolo femminile 16,7% maschi e 6,4% femmine».

La conclusione di questa indagine è che l’educazione scolastica è cruciale per sradicare i pregiudizi e gli stereotipi di genere: «La riproduzione delle disuguaglianze di genere – aggiunge Tintori -, avviene mediante l’interiorizzazione di specifici stereotipi, l’adesione all’idea che esistano ruoli sociali differenziati, stabilendo squilibri che perpetuano una visione sessista. Come i dati dimostrano, la convinzione dell’esistenza di ruoli di genere, predeterminati e rigidi, che prevedono il primato dell’uomo nelle posizioni apicali di carriera e quello della donna negli oneri di cura e assistenza familiare, viene acquisita fin dai primi anni di vita attraverso la socializzazione primaria e categorie interpretative che stereotipizzano il contesto sociale. Le disuguaglianze si riproducono fortemente in ambito familiare ove i più piccoli, anche per imitazione, seguono condizionamenti che appaiono attenuarsi nel corso della crescita, ma più nelle femmine che nei maschi. È chiaro il ruolo cruciale dell’educazione scolastica nello sradicamento di vincoli che compromettono il benessere e l’equità di genere, nonché lo sviluppo economico».

About Davide De Amicis (3964 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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